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Nola: dirigenti finalmente al loro posto, la macchina amministrativa può ripartire, ma la politica resta in bilico

Con il decreto sindacale firmato oggi, l’amministrazione comunale di Nola chiude ufficialmente una lunga fase di incompiutezza. L’attribuzione delle funzioni di dirigente dell’Area Economico Finanziaria al dottor Giulio De Filippis segna l’ultimo tassello mancante in una macchina amministrativa che, nei primi sei mesi di consiliatura, ha viaggiato a regime ridotto.

Dopo la conferma del segretario generale e la nomina del dirigente amministrativo, ora arriva anche il dirigente finanziario. Con questo passaggio, almeno sul piano tecnico, il Comune è finalmente strutturato per operare senza più alibi. I settori chiave sono coperti, le responsabilità sono definite e le procedure possono riprendere un corso ordinario dopo mesi segnati da rallentamenti, attese e passaggi a vuoto.

Il decreto ripercorre tutte le tappe. Dalla sentenza del Consiglio di Stato che aveva imposto la rinnovazione delle fasi concorsuali, fino alla nuova graduatoria approvata a settembre e alla definitiva proclamazione del vincitore a dicembre. Da oggi De Filippis assume ufficialmente la guida dell’Area Economico Finanziaria fino al 2028. Un incarico che arriva dopo un lungo percorso giuridico e amministrativo, osservato a lungo anche dal punto di vista politico.

Perché, e lo rammentiamo per chi avesse poca memoria, la vicenda del dirigente finanziario non è stata solo una questione di atti e determine. È diventata, nei fatti, la scintilla che ha fatto emergere una frattura interna alla maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Ruggiero.

Per mesi, una parte dei consiglieri ha spinto per azzerare la procedura, chiedendo un nuovo concorso e una netta discontinuità rispetto al passato. Dall’altra parte, il sindaco ha tenuto una linea diversa, più istituzionale, rivendicando il rispetto delle verifiche tecniche e delle decisioni amministrative. Da questo scontro è nata una spaccatura che ha portato alle dimissioni di tre assessori, alla restituzione di deleghe e a un clima politico che oggi resta tutt’altro che disteso.

Ora la macchina amministrativa è completa. La domanda, però, è se lo sia anche quella politica. I quattordici consiglieri, firmatari dei documenti politici affidati ai social e al consiglio comunale, sono rimasti in maggioranza dopo la rottura, ora c’è da chiedersi che strada intendono seguire. Continueranno ad amministrare garantendo numeri e stabilità. Attenderanno un possibile rimpasto di giunta. O sceglieranno la via dello scontro definitivo, mettendo a rischio la tenuta dell’amministrazione.

C’è poi un altro elemento che pesa sugli equilibri. Il sindaco ha già chiarito di voler trattenere per sé le deleghe più delicate, quelle ai lavori pubblici e all’ambiente, e di non essere disposto ad affidarle ad altri. Una decisione che rafforza il suo ruolo, ma che allo stesso tempo può irrigidire ulteriormente i rapporti interni, soprattutto con chi chiede maggiore rappresentanza politica nelle scelte strategiche.

Intanto, sul piano dei fatti, con i dirigenti finalmente nei loro ruoli, l’amministrazione non potrà più nascondersi dietro lo stallo tecnico. I primi sei mesi sono trascorsi tra riorganizzazioni, vuoti di potere e attese legate proprio alle nomine. Ora quella fase è finita. I settori possono camminare, i procedimenti possono partire, i progetti possono essere messi a terra. 

Resta da capire se la politica deciderà di camminare nella stessa direzione. Perché da oggi in poi non basterà più dire che la macchina non era pronta. Da oggi in poi ogni risultato, o ogni ritardo, avrà un solo nome. Responsabilità politica. E la vera partita, a Palazzo di Città, comincia adesso.

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