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Nola – Dimissioni Minieri, gli scenari futuri

Ed ora? E’ probabilmente questa la domanda più gettonata tra i cittadini di Nola che in queste ultime ore si saranno interrogati riguardo gli scenari futuri della cosa pubblica cittadina dopo le dimissioni presentate nella giornata di ieri dal sindaco Gaetano Minieri.

Un quadro intricato, di difficile soluzione e che si presta a non improbabili colpi di scena.

L’analisi del delicato momento vissuto dalla politica bruniana non può prescindere da un dato, anzi da un documento, sottoscritto nel mese di luglio e confermato nelle riunioni politiche dello scorso novembre da Minieri e dai capogruppo delle cinque liste, “Uniti per Nola”, “Nola Democratica”, “Nola801”, “Nola in Movimento” e “Più Nola”, che hanno appoggiato l’imprenditore nella sua corsa alla carica di Sindaco.

All’interno del documento in questione ci sarebbe l’impegno assunto da Minieri nel rivedere la distribuzione degli assessorati entro la data limite del 31 marzo 2020, poi slittata a causa dell’esplosione della pandemia da COVID-19. In cambio di questo impegno, il Sindaco ottenne carta bianca per la composizione della sua attuale giunta.

Un “patto” che avrebbe trovato la condivisione del primo cittadino e di tutti i capigruppo, con precise distribuzioni ed attribuzioni di deleghe. Tre assessorati sarebbero stati affidati alle nomine di “Uniti”, uno ciascuno per “Nola Democratica” e “Più Nola”, mentre “Nola in Movimento” e “Nola801” avrebbero dovuto spartirsi una nomina a scelta tra Presidenza del Consiglio ed il restante assessorato. Il sindaco avrebbe dato il via libera al rimpasto, ferma restante la sua richiesta di procedere alla nomina di un solo assessore di sua fiducia.

Ora, la nuova distribuzione di forze in consiglio, con i cambi di casacca di Notaro e Pizzella, avrebbe decretato l’innalzamento dell’asticella di “Più Nola” e “Nola Democratica”, che avrebbero rimesso in discussione quanto stabilito in precedenza. Dal canto suo, “Uniti per Nola” avrebbe chiesto il rispetto di quanto precedentemente statuito, essendo la lista, numeri alla mano, con il maggior consenso elettorale e la maggior rappresentatività in consiglio.

Variazioni che avrebbero imposto nuovi incontri, smentiti e confermati da ambo i lati. Da una parte non si sarebbe rilevata un sostanziale cambiamento rispetto quanto deciso nel mese di luglio, dall’altra i ripetuti incontri avuti nelle scorse settimane si sarebbero risolti in un nulla di fatto.

Anzi. In uno degli ultimi tavoli, sarebbe arrivata un’ulteriore apertura da parte di “Nola801” e “Nola Democratica”, disposte a recedere dai propri incarichi per cercare di trovare una soluzione in tempi brevi e superare lo stallo. Azione nobile, ma inutile, perché il naufragio del tavolo non si è fatto attendere ed arrivato puntuale a causa del mancato accordo sulla distribuzione delle deleghe di competenza.

Situazione intricata e spinosa, con protagonismi e particolarismi che non lasciano spazio a possibili soluzioni all’infuori di quelle già sul tavolo.

L’ipotesi al momento maggiormente accreditata sembrerebbe suggerire un tanto rapido, quanto inaspettato, rientro della crisi, con il ritiro delle dimissioni da parte di Minieri.

I ‘rumors’ però non lasciano capire le modalità di ricomposizione di questa frattura tra il sindaco e la sua maggioranza, e all’interno del gruppo stesso. Parte dei consiglieri non avrebbe intenzione di recedere dagli accordi. Pacta sunt servanda, ed anche il plebiscito elettorale, che chiese discontinuità a Minieri, deve essere tenuto in considerazione, con il sindaco garante della richiesta di cambiamento voluta dalla città.

Ma attenzione dovrà essere prestata anche alle cose non dette, ma lasciate intuire. Nel videomessaggio di ieri, Minieri ha più volte fatto riferimento a progetti e misure intraprese dalla precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Geremia Biancardi. Un riferimento non casuale, dato che gran parte dell’attuale opposizione del civico consesso bruniano è per la quasi totalità immanenza dell’esperienza Biancardi. La “stampella” è infatti, numeri alla mano, opzione da non scartare.

L’ultima opzione è quella più banale nell’epilogo, con Minieri che ringrazierebbe e saluterebbe, probabilmente preparandosi alla tornata elettorale del prossimo inverno con un progetto e soprattutto protagonisti ben diversi

Nel mentre, la città continua ad arrovellarsi, e l’analisi del momento politico non è della più semplice. Sempre all’interno del suo videomessaggio, Minieri parla di pressioni ed ingerenze che attualmente non gli consentirebbero un sereno prosieguo della sua esperienza amministrativa, senza però fare espliciti riferimenti a persone o fatti avvenuti.

Tanti i dubbi, ma una sola certezza. Non solo per la delicata fase emergenziale vissuta dall’intero Paese, ma anche per la voglia di ripartire della città, è necessaria una rapida soluzione di questa infelice vicenda, per non perdere il treno della ripartenza post-Covid.

Nuove elezioni rappresenterebbero il definitivo schiaffo alla dignità della città, ancora una volta mortificata dai tatticismi e dai protagonismi di Palazzo.

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