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Nola – Crisi politica ‘fumata grigia’, si cerca ancora la quadra

Prove d’intesa, incontri che si susseguono, ma ancora nulla di definito. Ci sarà da attendere ancora per veder risolta, in un senso o nell’altro, la crisi politica che da 14 giorni sta investendo la città di Nola, aperta dalle dimissioni del primo cittadino, Gaetano Minieri.

La data cerchiata in rosso era quella di ieri, 25 maggio, data in cui le forze in campo si erano date appuntamento per cercare la quadra dell’intricata questione del rimpasto di giunta, pomo della discordia in seno alla maggioranza del primo cittadino bruniano.

Attesa massima, perché nell’incontro di ieri Minieri avrebbe dovuto avanzare la sua soluzione per il rientro della crisi e conseguentemente dare annuncio del ritiro delle sue dimissioni.

E se la città credeva che quella di ieri potesse essere l’occasione giusta per vedere concretizzarsi questo scenario, la stessa dovrà ricredersi, perché, secondo le nostre ricostruizoni, ci sarà ancora da attendere qualche giorno. Ma andiamo con ordine, perché nonostante la fumata grigia, si sarebbe fatto qualche passo avanti, non risolutivo, ma di dialogo, tra le forze in campo.

Nell’incontro di ieri, infatti, il sindaco Minieri avrebbe chiesto ai suoi di concretizzare in maniera definitiva quel senso di “vicinanza” espresso solo a parole, per il momento, nell’amministrazione della cosa pubblica nolana. Una richiesta di atti conseguenziali ai proclami per il momento affidati soltanto alla “piazza grande” dei social, a cui dovrebbe seguire, nelle intenzioni del dimissionario primo cittadino, l’ingresso in giunta dei consiglieri Angelo Siano e Francesco Pizzella, in carico rispettivamente di “Uniti per Nola” e “Nola Democratica”. Il quadro del rimpasto verrebbe chiuso, secondo Minieri, assegnando ad “Uniti” e a “Nola Democratica” un altro assessorato ciascuno, mentre a “Più Nola” toccherebbero gli ultimi due.

Ed al sindaco infine resterebbe la nomina di ben due assessorati. Contrariamente a quanto trapelato e ricostruito nei giorni scorsi infatti, oltre la conferma del fidatissimo Ruggiero Iovino, Minieri vorrebbe maggiori garanzie nell’agibilità politica ed amministrativa con la scelta di una seconda delega. Iovino conserverebbe la delega al personale e agli affari interni, mentre il secondo assessorato in quota Minieri sarebbe una “quota rosa” che aiuterebbe a riequilibrare le scelte dei gruppi di maggioranza.

Per il momento, non si sarebbe discusso e parlato dell’eventuale attribuzione delle deleghe, ad eccezione dell’assessorato di Iovino che dovrebbe essere in pratica l’unico superstite del rimpasto di giunta. Ma qualora la distribuzione trovi conferma dal punto di vista numerico, sarà il diverso ‘peso’ riconosciuto ai vari assessorati a determinare il buon esito delle trattative.

Dopo l’incontro di ieri inoltre il sindaco avrebbe espresso la volontà di condurre incontri singoli con le delegazioni di maggioranza per ascoltare le istanze di ciascuno di loro e tirare poi le somme in quello che per davvero dovrebbe essere l’incontro risolutivo, dove si concretizzerebbe il rimpasto o la fine dell’esperienza Minieri.

Per il momento, apertura massima da parte delle forze di maggioranza. Trapela però curiosità e non manca un certo pizzico di nervosismo per capire come la logica dei rapporti di forza espressi in consiglio potrà incidere all’interno delle soluzioni del primo cittadino, alle prese con un vero e proprio rebus. Un fattore che le varie componenti di maggioranza stanno provando a far valere sui tavoli da tempo, nel rispetto delle preferenze che la città ha espresso soltanto un anno fa.

Ma nel frattempo l’orologio corre. Da oggi restano solo 7 giorni al sindaco Minieri per trovare una soluzione. Ad oggi, lo scenario più probabile resta il ritiro delle dimissioni, con il sindaco che sembrerebbe fiducioso nel rientro della crisi.

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