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Nola – Crisi politica, equilibri cercasi

Passo dopo passo verso la risoluzione della crisi. Sono ancora ore di dialogo, quelle che separano le forze politiche della maggioranza del civico consesso di Nola, all’ora X dell’irrevocabilità delle dimissioni da parte del sindaco bruniano, Gaetano Minieri.

Prove di disgelo, con scenari che da mutevoli sono invece ora impernatisi sulle rigidità delle varie componenti in gioco.

Il tutto sembrerebbe ruotare ancora attorno i numeri, con “Uniti per Nola” che proverebbe ancora a ‘mostrare i muscoli’ del maggior consenso elettorale e di rappresentatività in consiglio. Orecchio da mercante per il resto della coalizione Minieri, con “Più Nola” e “Nola Democratica” che continuerebbero a sottolineare come i cambi di casacca dell’ultimo inverno, con protagonisti i consiglieri Salvatore Notaro e Francesco Pizzella, abbiano giocoforza cambiato i rapporti di forza che prima componevano il famoso ‘accordo’ politico alla base dell’operazione rimpasto.

Ad oggi, sembrerebbe questo lo stato delle trattative. “Uniti” avrebbe confermato la richiesta di tre assessorati e la delega per la frazione di Piazzolla, Più Nola, dopo l’adesione del consigliere Notaro, chiederebbe due assessori e la delega per la frazione di Polvica, mentre a “Nola Democratica” si spalancherebbero le porte della presidenza del civico consesso nolano, ottenendo inoltre un assessorato e la delega all’ambito sociale di zona in quota Comune di Nola.

Un ‘patto’ che su carta accontenterebbe tutti, con l’altro assessorato blindato da Minieri con la conferma dell’attuale vicesindaco, Ruggiero Iovino. Ma ancora oggi una parte dei consiglieri reputerebbe le richieste di “Uniti” eccessive, rispetto al mutato rapporto di forze che si è avuto dopo i passaggi di Notaro e Pizzella. E per questo avrebbero chiesto la redistribuzione di un assessorato o della delega per la frazione di Piazzolla.

Dal canto suo, proprio “Uniti” avrebbe rimarcato come il suddetto compromesso sia tutto sommato equilibrato, ed anzi avrebbe fatto sapere di essere anche lei pronta a discutere il consiglio comunale, dopo la proposta lanciata ad inizio settimana da “Più Nola”.

Altro nodo infatti resta la discussione e l’approvazione del bilancio, ad oggi fatto non scontato. “Uniti” infatti vorrebbe prima incassare il ritiro delle dimissioni da parte del sindaco Minieri, e solo dopo la celebrazione del consiglio, si procederebbe al rimpasto di giunta, con la conseguente redistribuzione di deleghe.

Un’arma a doppio taglio tra le mani di Minieri, voglioso da un lato di riprendere agibilità politica ed amministrativa, ma dall’altro resta il rischio di scoprire il fianco a possibili ‘giochetti’ politici. Senza la soluzione della crisi, infatti, il consiglio potrebbe diventare arena di scontro e probabilmente anche scenario della definitiva resa dei conti all’interno della maggioranza, con l’estrema ed improbabile ipotesi della sfiducia al sindaco che, al netto dei proclami, numeri alla mano resterebbe sul tavolo.

Ma nel frattempo, l’orologio continua sempre a correre. Mancano poco meno di quattro giorni alla data limite di lunedì ed il tempo per disegnare e prospettare soluzioni è sempre meno.

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