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Nola – Crisi di maggioranza, arriva la resa dei conti

Giunta comunale, scontro finale. La metafora cinematografica è quanto mai calzante, perché a dieci giorni dall’annuncio delle dimissioni del primo cittadino, Gaetano Minieri, come da copione arriva la resa dei conti in seno alla maggioranza del civico consesso del comune di Nola.

In un incontro che secondo indiscrezioni dovrebbe tenersi in serata, la fascia tricolore dovrà riuscire nella difficile impresa di ricucire lo strappo con i consiglieri che lo hanno appoggiato nella corsa a sindaco.

Ad acuire però i toni scuri di questa pellicola, il botta e risposta concretizzatosi questo pomeriggio. Infatti, con l’avvicinarsi dell’ora X, il crescente nervosismo dei protagonisti di questo thriller bruniano, ha trovato sfogo in messaggi e proclami affidati alla piazza grande dei social, facendo venire a galla la vera frattura all’interno della maggioranza Minieri.

Esce infatti dal trincerante silenzio in cui si era rifugiata “Uniti per Nola”, che sferra il primo colpo con il lungo messaggio che il consigliere Angelo Siano ha pubblicato sui suoi profili nel primo pomeriggio. Una vera e propria lettera nella quale Siano lancia un appello di responsabilità al sindaco e al resto delle forze di maggioranza, facendo particolarmente riferimento alla voglia di rilancio e di mettersi al servizio della comunità che, a detta di Uniti, motiva il suo gruppo e dovrà permeare le intenzioni di tutta la coalizione.

All’interno del messaggio però, non mancano espliciti e velati riferimenti per indagare la crisi che ha paralizzato l’Ente di Piazza Duomo.

Nella lettera di “Uniti”, si fa più volte riferimento al videomessaggio che il sindaco Minieri pubblicò per spiegare alla città i motivi delle sue dimissioni. Siano, infatti, fa riferimento alla “solitudine” amministrativa provata dal dimissionario primo cittadino, isolato nell’agibilità politica dai suoi stessi assessori.

E non mancano fini stoccate, dove il riferimento alle “precedenti amministrazioni” all’interno del messaggio di “Uniti” lascia intendere la condivisione delle programmaticità e di quanto buono fatto dalle amministrazioni precedenti.

Il riferimento all’operato dell’ex sindaco Geremia Biancardi è quanto mai esplicito, ma se da “Uniti” può esserci una sorta di accondiscendenza, visto che il gruppo consiliare è largamente composto da ex amministratori dell’esperienza Biancardi, per Minieri resta un concetto stridente con la sua figura di “rottamatore” della mala gestio che avrebbe, a suo dire, caratterizzato la vita politica bruniana degli scorsi anni, come ripetuto in campagna elettorale.

Un messaggio denso di significati reconditi, ed infatti non si è fatto attendere il colpo di Minieri. Nel botta e risposta, il sindaco accusa “Uniti” di travisare la realtà, e di come il suo “isolamento” non faccia riferimento alla sua giunta, ma ad alcuni consiglieri che avrebbero suggerito a colleghi di “lasciare solo” Minieri nel suo operato, come ben saprebbe lo stesso Siano a detta della fascia tricolore, dato che nessuno spunto collaborativo sarebbe arrivato da “Uniti” nella gestione della crisi-Covid.

Insomma, volano stracci da una parte e dall’altra. E a tal punto diventa difficile preventivare l’epilogo di una crisi ormai di difficile soluzione.

Tutto passa dal rispetto del famoso “patto” politico sottoscritto tra il sindaco e le forze di maggioranza.

Secondo i ben informati, nell’incontro di stasera “Uniti” chiederà il rispetto di quanto statuito nell’inverno scorso dall’accordo politico condiviso con tutti i referenti di maggioranza, procedendo dunque al rimpasto di giunta, con nomine che dovranno essere effettuate dunque dalle liste a sostegno di Minieri.

Da parte del sindaco, invece, non sarebbero arrivate aperture in tal senso, con Minieri che chiederebbe ancora tempo per portare avanti il suo progetto politico. Qualsiasi cedimento in tal senso, sarebbe interpretabile come una “sconfitta” per il sindaco, chiamato a tener duro dinanzi alle pretese della sua maggioranza.

Rispetto o meno del patto che comunque non lascia presagire una felice conclusione della crisi politica dell’amministrazione Minieri. La lunga storia della politica locale testimonia di come le crisi di Palazzo di città abbiano poi finito tutte con il portare alla precoce fine dell’esperienza amministrativa dei precedenti primi cittadini, a partire da Serpico, passando per Napolitano ed arrivando proprio al Biancardi-bis, con i protagonisti della vicenda che potrebbero approfittare della ormai prossima finestra elettorale per passare all’incasso del loro teorico consenso elettorale.

Insomma, la crisi politica resta un film che lascia col fiato sospeso l’opinione pubblica nella sua interezza. Starà ai protagonisti, come sempre, scriverne l’epilogo.

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