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Nola – Consiglio, problemi di tenuta – Maggioranza di nuovo a rischio

Un’attesa di quasi tre mesi per registrare un nuovo stop per le attività del consiglio comunale a Nola. E la seduta del civico consesso bruniano, invece di concentrarsi sull’ordine del giorno e le conseguenti riflessioni da sviluppare sull’andamento della città tra pandemia e ordinaria amministrazione, ha regalato un nuovo scossone in seno alla maggioranza guidata dal sindaco Gaetano Minieri.

Seduta di consiglio sciolta per la mancanza del numero legale. Assenti per la maggioranza i consiglieri Alberto Verani e Lucianna Napolitano-Bruscino, oltre il presidente del consiglio Salvatore Notaro. Defezioni che certificano i malumori all’interno del gruppo consiliare, mal di pancia sussurrati da tempo ed in realtà mai quietatesi nonostante il quarto cambio di giunta, e che nella seduta odierna di consiglio sono nuovamente esplosi. 

L’assenza dei due consiglieri e del presidente ha scatenato le ire dell’opposizione, che aveva chiesto di discutere in consiglio diversi punti all’ordine del giorno riguardo lo stato di salute della città e consequenzialmente delle azioni intraprese dall’amministrazione Minieri. Minoranza che, alla presa di coscienza delle defaillance della maggioranza, ha abbandonato l’aula per capire la reale tenuta di quest’ultima.

Crisi certificata anche nelle parole della maggioranza. Ed è oggettiva ed indiscutibile la mancanza di intesa tra le forze che hanno supportato il sindaco Minieri, palese già ai tempi del varo della prima giunta, e deflagrata con le dimissioni, poi ritirate dal sindaco. Una eterogeneità che diventa zavorra, punti di vista confliggenti che continuamente minano la tenuta della coalizione e che impediscono da 18 mesi al governo cittadino di amministrare.

Punto e da capo, siamo di nuovo alla crisi di un’amministrazione di fatto, continuamente dilaniata dalle lotte intestine. E se con il primo rimpasto poteva essere concesso il beneficio del dubbio, la nuova crisi certifica il fallimento del progetto Minieri, con il sindaco in 18 mesi più impegnato a gestire i malumori dei suoi che a concretizzare quel progetto di rilancio che immaginava per la città.

Ora Nola attende di scoprire e capire i perchè di questa nuova “rottura”. Probabilmente si passerà attraverso l’apertura di un nuovo tavolo politico di confronto tra le forze di maggioranza. Una follia lucida che continua a non tener conto della realtà, che racconta di una città completamente allo sbando, incapace di ritrovare e reinserirsi sulla retta via.

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