Politica

Nola – Consiglio, maggioranza e opposizione cercasi

Un Consiglio comunale che ha evidenziato i limiti numerici di maggioranza e opposizione. A quasi tre anni dall’insediamento del Biancardi-Bis, i due schieramenti non ritrovano la coesione nelle presenze, con la minoranza a sostenere il numero legale in sedute consiliari. In una seduta mattutina, che doveva approvare una serie di regolamenti, ed eleggere il presidente e il vice presidente della Commissione Affari Generali, il dato politico ha superato quello tecnico e strettamente legato ai capi all’ordine del giorno.

12 i consiglieri di maggioranza sindaco compreso, 8 quelli dell’opposizione, che per la logica dei numeri, mantenevano vivo il numero legale. Da qui la decisione di una parte della minoranza di lasciare l’aula per cercare conferma a quanto ipotizzato da mesi. Scala, Parisi e Vecchione restavano al loro posto, rendevano valida la seduta, evidenziando differenze di vedute e prospettive politiche divergenti. Posizioni evidenziate negli interventi personali con Parisi che ha scelto di restare per un modo di fare politica senza compromessi, con Scala che ha voluto rimarcare la sua visione di politica per la città e senza nessun interesse.

La frattura tra gli otto componenti la minoranza consiliare, sarebbe avvenuta già nell’agosto scorso, quando si tentò di sfiduciare il sindaco Biancardi attraverso una raccolta di firme; tentativo fallito proprio per la mancata partecipazione di qualche elemento. Adesso la decisione di restare in aula ha portato Arturo Cutolo, Vincenzo Iovino, Francesco Pizzella, Maria Franca Tripaldi e Domenico Vitale, a fare affiggere un manifesto per comunicare alla città quanto accaduto, definendo ”stampella” della maggioranza la scelta di Scala, Parisi e Vecchione, sottolineando ”che con il loro comportamento di aiuto alla maggioranza, non farebbe emergere quanto accade tra le loro fila, lacerate da profonde spaccature interne”.

Dunque una politica a pezzi, come dire se Atene piange, Sparta non ride. Un mezzo fallimento di metà mandato che non contribuisce al buon governo della città.

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