Cronaca

Nola – Consiglio: Ente d’Ambito, DUP e Question Time

Consiglio comunale e Question Time. Una mattinata di impegni per i consiglieri comunali di Nola, che si sono riuniti in pubblica assemblea, dopo aver risolto l’imbarazzante vicenda legata alla rappresentanza di genere. Pochi i punti all’ordine del giorno con un primo passaggio obbligato con l’adesione e l’approvazione dello Statuto dell’Ente d’Ambito Ato Napoli 3. La sola maggioranza si è votato il Documento Unico di Programmazione  per il triennio 2017-2019. Un’adozione  e presentazione all’assise degli obiettivi da raggiungere per l’amministrazione Biancardi nella seconda metà di mandato elettorale. Un programma elettorale da concretizzare, per arrivare al voto nel 2019 con le credenziali giuste per ricandidarsi e chiedere consensi. Approvata anche la Carta ”Nola Città sostenibile e amica dei bambini, dei ragazzi e dei giovani”. La costruzione di una città amica dei bambini e dei giovani, non può prescindere dall’investimento su iniziative formative e dalla sperimentazione di nuovi modelli educativi, in vista, soprattutto, della creazione di una cultura dell’integrazione, dell’accoglienza, del rispetto.

Rinviata la modifica alla convenzione per la gestione associata delle funzioni e dei servizi sociali e socio-sanitari ricompresi nel Piano Sociale di Zona Ambito Na 23. In maniera unanime i consiglieri, hanno chiesto una profonda valutazione della convenzione, che interessa un settore sensibile e particolare.

Sul fronte Question time, in aula sono approdate interrogazioni datate, presentate nel dicembre 2015 e nel marzo 2016, da Maria Franca Tripaldi. Riguardavano argomenti come il Presepe di Dalisi, con un contenzioso aperto e chiuso tra il comune nolano e quello di Benevento; lo spostamento di fioriere da alcune strade della città, mentre quella del 4 marzo scorso interessava i contenitori del panni usati, la presenza vicina ai contenitori di numerosi indumenti in strada. Si chiedeva all’assessore all’Ambiente Parisi, quali fossero state le indicazioni che l’ente avesse fornito alla ditta che gestisce la raccolta e lo smaltimento. Al di là delle risposte date o non date, fa riflettere la ”celerità biblica” con cui l’amministrazione ha proceduto, a quasi un anno dalle prime istanze, a fornire risposte in Consiglio comunale.

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