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Nola, consiglio comunale: manca il numero legale. Salta la seduta su temi finanziari. Barbato (FDI): “politica incapace di fare sintesi e animata da personalismi”

Il Consiglio comunale a Nola era stato convocato in seduta ordinaria con venticinque punti all’ordine del giorno, tutti di natura economica ed amministrativa, tutti necessari per garantire il funzionamento ordinario dell’ente, eppure alla prima chiamata erano presenti appena otto consiglieri, diventati nove alla seconda, numeri insufficienti per rendere valida una seduta che avrebbe dovuto affrontare questioni come la nomina dell’organo di revisione economico finanziaria, l’affidamento del servizio di tesoreria, oltre al riconoscimento di vari debiti fuori bilancio e atti di programmazione che nulla hanno a che vedere con la situazione di stallo creatasi in seno all’amministrazione guidata dal sindaco, Andrea Ruggiero.

Al netto della cronaca, la mancata partecipazione del blocco dissidente dei 14 ha impedito il regolare svolgimento dei lavori consiliari, bloccando decisioni essenziali per il Comune ed esponendo l’Ente a possibili conseguenze dal punto di vista contabile. Domani, fatto salvo imprevisti dell’ultima ora, dovrebbero bastare ⅕ dei consiglieri – escluso il sindaco – per evitare ulteriori aggravamenti e votare i punti più importanti. 

Resta però, un interrogativo: era impossibile scindere la trattativa politica dalla responsabilità che il ruolo di consigliere comunale impone? Un mandato proveniente dalla volontà popolare consegnato alla democrazia dei cittadini impone degli obblighi. È davvero inverosimile credere che gli stessi cittadini non vorrebbero che i propri rappresentati votassero i punti all’ordine del giorno. La politica non è solo strategie da mercato. Chi reclama il diritto al legittimo dissenso non può esplicarlo a danno della comunità, altrimenti consolida solo un egocentrismo che sarà chiacchierato nei bar. La politica, innanzitutto, dovrebbe essere la costruzione della felicità e del benessere della polis, appunto. 

E invece ad oggi restano solo mosse da partita di dama, e sì perché gli scacchi sarebbero già troppo complessi. Resta solo la flessione muscolare di chi cercherebbe di dettare il passo ad un’intera amministrazione senza una reale motivazione. Roba da “politichese” che tutti scacciano a parole ma che nei fatti rappresenta la prassi della rappresentanza istituzionale oggi. 

Un io senza noi, un brusio di voci fuori dal palazzo di città che già parlano di accordi per i prossimi candidati a sindaco, luci e ombre che alimentano solo il più animale dei concetti: o stai con me o sei contro di me, mortificando ogni tipo di discussione. 

E mentre la città attende a fare un primo bilancio è il consigliere di minoranza Maurizio Barbato che va oltre, non soffermandosi esclusivamente a questa amministrazione ma affermando che i vari gruppi politici, da almeno 12 anni, sono incapaci di fare sintesi e, animati da personalismi, paralizzano l’attività amministrativa. 

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