Cronaca

Nola – CFR, continua lo sciopero ma situazione al palo

Un’altra giornata di sciopero per i lavoratori del CFR, il centro di riabilitazione di via Seminario a Nola. Questa mattina lo sciopero ha interessato le strade della cittadina bruniana, lungo le quali i dipendenti della clinica hanno sfilato fino ad arrivare in piazza Duomo ed essere ricevuti dal sindaco Biancardi, insieme agli esponenti regionali delle tre maggiori sigle sindacali: CGIL, CISL e UIL. Il corteo è poi proseguito, finendo col toccare anche le sedi del Vescovato e dell’ASL, sotto le quali gli scioperanti hanno tenuto un breve comizio.

La situazione è già nota alla cronaca: i lavoratori del CFR lamentano un insensato cambiamento di contratto da parte della direzione del centro, che unilateralmente sarebbe recesso dal contratto collettivo nazionale AIOP, per aderire a quello previsto dall’ANASTE. Un cambiamento questo contrattuale effettuato dalla quasi totalità dei centri campani ma che, nella fattispecie del CFR, non ha intaccato nulla nei diritti e nelle derivazioni economiche dei lavoratori già assunti; i problemi sorgerebbero, secondo gli scioperanti, momento di nuove assunzioni da parte della proprietà, le quali darebbero adito a sperequazioni tra i lavoratori del centro. Un vero e proprio sopruso per gli scioperanti, che finirebbe col frammentare la solidarietà di classe.

Una situazione inaccettabile per i sindacati, ma che ha finito col cozzare con la ferrea volontà della direzione del CFR nel non recedere dalle proprie posizioni, dato che la necessità del cambio di contratto si sposa con la sopravvivenza stessa del centro, condizionato nella sua attività dal contratto AIOP, un contratto che disciplinava le aziende ospedaliere, e non quelle riabilitative-assistenziali, ma adottato dall’azienda nel lontano 1996 grazie ad un accordo tra Regione Campania e sindacati. Aderire oggi all’AIOP, fanno sapere dalla direzione del CFR, è tenere la stessa azienda sotto scacco, con conseguente perdita di competitività.

Una situazione intricata e difficile da sbrogliare, ma nonostante ciò ad oggi nessun lavoratore ha ancora adito il Tribunale del Lavoro, segno questo della complessità della vicenda data la non lesione di alcun diritto. Scartata questa ipotesi, dunque, l’unica strada per far rientrare lo sciopero sembrerebbe quella della ragionevolezza delle parti in gioco, chiamate ad assumersi le rispettive responsabilità sull’altare dei bisogni dei pazienti.

Anche oggi il centro è andato incontro infatti alle carenze di personale, intaccando in parte le funzioni dello stesso, le quali non sono state annullate completamente solo perché considerate servizi essenziali. Una situazione di emergenza che intacca l’organizzazione della struttura, rinomata nell’area per i propri servizi di alta professionalità e specializzazione, e che potrebbe tradursi in perdite e in un danno d’immagine incalcolabile per il centro, che si ritroverebbe impossibilitato ad affrontare le esigenze dei propri assistiti, i quali richiedono il più delle volte particolari cure che generano nei medici e nel personale sanitario della struttura precisi obblighi e doveri.

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