Politica

Nola – Arredo urbano: panchine in “giro” per la città

Il vecchio detto dice: chi fa e poi disfa non perde mai tempo. Così la saggezza napoletana tradotta in italiano. Il problema nasce quando per fare e per disfare si utilizza denaro pubblico, aggiungendo alla perdita di tempo anche lo sperpero dei soldi. Dopo la pausa invernale Nola si prepara a ricevere in uso le comode panchine che, quasi un anno fa, arredavano piazza Collegio e piazza Marco Clodio Marcello. La primavera ha rinnovato l’esigenza di riportare nei luoghi dell’estetica, i decori urbani voluti ad inizio consiliatura dall’amministrazione Biancardi.

Dal mese di giugno dello scorso anno, per liberare le due aree cantiere per la costruzione dei gigli, le sedute furono smontate anche perché nel tempo avevano ospitato barboni ed extracomunitari. Dalla festa 2013 delle panche si erano perse le tracce così come dei clochard, al loro posto erano ritornate le auto in sosta e i parcheggiatori abusivi. Un ritorno al passato, un ritorno al 2009 data di inizio dell’operazione “Centro storico giardino”, voluta dall’amministrazione che a passo di gambero ha rivisto le proprie decisioni. Ora le panchine destinate a piazza Collegio migrano in piazza Giordano Bruno. Idee in transito per giustificare la spesa di 6.000 euro necessari per il montaggio e lo smontaggio, e per il ritorno delle panche nel quotidiano dei nolani.

Una spesa sancita dalla determina n. 75 del 7 marzo scorso a firma del dirigente Oliva; un impegno che risulta essere a tempo determinato, visto che da piazza Marco Clodio Marcello le panche dovranno essere smontate di nuovo, per l’inizio di giugno. Insomma pur di giustificare l’azione si difende l’idea, cercando di compensarne l’utilità con nuove soluzioni.

E’ l’equazione disegnata dalla politica cittadina, poco attenta al controllo della spesa, potendo rimandare tutto al mese di luglio, lasciando gli arredi utilizzabili per almeno dieci mesi e ammortizzando la spesa. Niente di tutto questo. Un periodo troppo lungo per restare inattivi mentre la città necessita di amministratori attivi, che sanno fare e disfare senza mai perdere tempo, pur lasciando per strada parecchie migliaia di euro.

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