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Nola, Addio a Luigi Conventi

Il servizio di Gianni Amodeo

Versatile e creativo, Gigino Conventi viveva d’intenso amore per la città. E con la sua scomparsa Nola, perde una bella e generosa parte di se stessa, legata a quella generazione che, tra gli anni ’ 70 e ’80, si era formata in larga misura, frequentando i Circoli della Gioventù d’Azione cattolica e il Circolo della Federazione universitaria dei cattolici italiani di piazza Giacomo Matteotti, in cui ferveva l’animazione culturale d’ampio respiro e fiorivano a getto continuo iniziative sportive, per non dire delle manifestazioni d’arte varia e delle Feste all’insegna della goliardia.
Uomo di vasti interessi culturali, con notevoli competenze in materia giuridica e finanziaria, dopo aver conseguito a pieni voti la laurea in Economia e Commercio, Gigino Conventi aveva optato per il lavoro in banca, pur potendo percorrere la carriera universitaria, per la quale aveva una spiccata propensione. E nel lavoro si distingueva per competenza e professionalità, conseguendo importanti riconoscimenti e attestati di merito quale inappuntabile e solerte dirigente del Banco di Napoli.
Dotato d’intelligenza viva e perspicace, Gigino Conventi aveva l’innato dono dell’ironia garbata e gradevole, senza sbavature, ma penetrante. Era un bel talento, il suo, ravvivato dalla scrittura briosa, con cui faceva il pelo e il contro-pelo a usi e costumi, persone e personaggi di vita comune. Nel biennio ‘87\88, quando la nostra emittente muoveva i suoi primi e spediti passi, sui bacini d’utenza in cui è radicata, dall’area metropolitana di Napoli ai territori della Bassa Irpinia e delle provincie di Salerno e Caserta, Gigino Conventi riversò la finezza della sua scrittura leggera e ariosa nei testi di programmi di varietà, che ebbero un importante consenso e riscontro di pubblico. Erano programmi che facevano il verso anche a trasmissione televisive di diffusione nazionale. E sono da videoteca, i programmi intitolati “Cari parenti vicini e lontano …” o “Metti una sera, a cena”…; testi raffinati per qualità di scrittura e soft, recitati e interpretati da Peppe Miccio, nome d’arte Scamardella, e Ciro Ruoppo, con Tonino Incardona nelle vesti di versatile e disincantato presentatore alla Fiorello dei nostri giorni, per intenderci.
Presente in tutti gli aspetti e momenti cruciali della vita della città, a Gigino Conventi e a quelli della sua generazione si deve l’invenzione della Grande kermesse del Giugno nolano, che, con suo ampio ventaglio di eventi,manifestazioni e spettacoli, incorona la Festa dei Gigli, conferendole popolarità e varietà di attrattive, nel solco delle migliori tradizioni che esaltano il folclore all’Italiana.
. Ma Gigino Conventi, uomo d’ascolto e di dialogo, da autentico spirito liberale e democratico è stato anche protagonista della vita politica ed amministrativa della città. Una presenza di stile e di rispetto per le istituzioni davvero encomiabile. E fu candidato sindaco della lista “Città viva”, una compagine di giovani donne ed uomini, impegnati nelle professioni e che esprimevano un bella e sana ventata di cultura ambientalista a 360°. Città viva, con Gigino Conventi, candidato sindaco, costituì una bella novità nelle elezioni del 2009, conseguendo l’elezione di consigliere; e quella del 2009 fu la tornata che segnò l’avvento del Biancardi-primo, ma fu anche la tornata che valse a porre in agenda,a Palazzo di città, proprio i valori della politica ambientale, dell’economia green e dell’acqua, bene comune e pubblico da gestire; valori e temi, sempre elusi in precedenza. E Gigino Conventi fu tra gli animatori e promotori di quel Comitato dell’area nolana per l’acqua pubblica, che fu tra i più attivi e preparati in ambito nazionale nella campagna referendaria dell’11 giugno del 2011. E Conventi fu partecipe di convention locali,regionali e nazionali, in piccoli Comuni come in grandi città, a sostegno della ri-pubblicizzazione dei servizi idrici, con significativi contributi politici e di competenze giuridiche ed economiche. Una bella testimonianza di volontariato civico qual era nelle sue corde di sensibile uomo di cultura, che non amava le effimere ostentazioni e le apparenze della vanità.

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