Napoli: spari contro Palazzo di Giustizia, trovata ogiva al 12esimo piano della Torre C del centro direzionale
Drone o fucile. Le indagini partono da queste due ipotesi per ricostruire la traiettoria del colpo che ha infranto una vetrata del dodicesimo piano del Palazzo di Giustizia di Napoli, nel Centro Direzionale. La Polizia di Stato procede sotto il coordinamento della Procura di Roma e con il supporto della scientifica, che ha già completato i primi rilievi balistici.
La scoperta risale al 2 gennaio, durante la riapertura degli uffici dopo la chiusura per Capodanno.Una vetrata risultava forata e frantumata e un’ogiva è stata individuata a poca distanza dall’ufficio del procuratore generale. Gli ambienti coinvolti sono quelli della Procura Generale e si trovano in una delle aree più sensibili del distretto giudiziario napoletano. La vicenda non è stata resa pubblica nell’immediatezza, consentendo agli investigatori di lavorare con riserbo sulle ipotesi tecniche e sui possibili contesti motivazionali.
La pista del fucile tiene conto degli edifici circostanti, che offrono una linea visiva compatibile con l’altezza del dodicesimo piano. Quella del drone deriva invece dall’esperienza maturata negli scorsi mesi sulle rotte utilizzate per trasportare droga e telefoni verso il carcere di Poggioreale, circuito illecito che ha portato agli inquirenti numerosi elementi sui dispositivi impiegati e sulle quote di volo.
A prescindere dalla soluzione investigativa, l’episodio viene valutato come grave per la natura del bersaglio e per il valore simbolico del palazzo che ospita gli uffici della Procura e del Procuratore Generale. Negli ultimi mesi l’azione giudiziaria ha registrato un incremento di indagini, arresti e attività di contrasto, con un rafforzamento della visibilità pubblica della macchina investigativa e della risposta istituzionale alla criminalità organizzata nella città.
Il foro nel vetro e l’ogiva non vengono quindi interpretati come una semplice curiosità in coda ai festeggiamenti di Capodanno, ipotesi anche questa messa sul tavolo in un primo momento, ma come un episodio che impone cautela, rigore e piena comprensione delle cause. Le prossime comunicazioni ufficiali chiariranno se vi siano profili dolosi, se il colpo sia accidentale e se vi siano elementi per collegare il fatto al contesto giudiziario, oppure se la dinamica sia frutto di un’azione isolata priva di volontà intimidatoria. Qualunque sia l’esito, il Palazzo di Giustizia resta un luogo esposto e centrale nella vita della città, e ogni segnale che lo riguarda merita attenzione, più ancora in una fase in cui la giurisdizione ha assunto un ruolo determinante nel contrasto ai clan e nelle strategie di ripristino della legalità.