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Napoli, sciopero degli artigiani del presepe questa mattina in via San Gregorio Armeno: “Tutelare la nostra identità”

“Vogliamo difendere la nostra storia, salviamo l’identità di Napoli” la scritta su uno dei tanti manifesti affissi sulle saracinesche chiuse delle botteghe. Nella strada dei presepi più famosa al mondo questa mattina c’è un silenzio surreale. Niente pastori esposti sulle bancarelle fino alle 14 in segno di protesta. 

La mobilitazione nasce dopo il fitto di un ramo d’azienda da parte di un artigiano a un imprenditore straniero che sarebbe pronto ad aprire in una delle botteghe un negozio di souvenir. Il timore degli artigiani è che si riesca a trovare un escamotage alla delibera comunale che tutela l’unicità della strada dei pastori.

Il Comune interviene con una nota per rassicurare tutti: qualsiasi attività che esuli dall’artigianato del presepe a San Gregorio Armeno è vietata. Proprio per difenderne l’essenza da fenomeni di omologazione e speculazione commerciale, il Comune di Napoli – ricorda l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato – ha approvato prima nel luglio del 2023 una delibera che vietava l’apertura di attività ristorazione nel centro storico di Napoli e a San Gregorio Armeno qualsiasi nuova apertura che non fosse legata all’artigianato tipico e alla lavorazione dei pastori”. Senza alcuna eccezione, chiarisce ancora la nota: qualsiasi nuova attività che prescinda dalla produzione e dalla vendita dell’arte presepiale e dei tradizionali pastori è formalmente vietata. 


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