Cronaca

Napoli – Sanità sprecona, danni per 16 milioni di euro

Sono 49 e sono chiamati a rispondere delle loro decisioni, con le quali hanno completamente disatteso ed ignorato l’attuazione delle stringenti disposizioni normative sul contenimento della spesa pubblica, in vigore del 2005. Sono i massimi responsabili della programmazione e della gestione delle Aziende sanitarie locali, delle Aziende ospedaliere e delle Aziende universitarie, operanti sull’intero territorio regionale della Campania. E proprio nei loro confronti la Corte dei Conti di Napoli ha messo provvedimenti giudiziari, notificati nell’odierna giornata agli interessati.

I provvedimenti sono l’effetto della complessa e documentata attività d’indagine, sviluppata dai militari delle Compagnie della Guardia di Finanza di Nola e Torre Annunziata. Dal quadro degli elementi acquisiti e verificati nei riscontri degli atti, è stato accertato che era prassi corrente conferire incarichi dirigenziali e per “primari” nelle strutture della sanità pubblica, al di là delle reali esigenze dei servizi. Una prassi, che, in palese violazione delle disposizioni delle normative sulla spending review, correlate con gli obiettivi della Conferenza Stato-Regioni in materia di sanità pubblica. ha determinato per le casse della Regione Campania un “buco” di 16 milioni di euro. Un danno, di cui, una volta accertate e definite le responsabilità loro attribuite, i soggetti destinatari dei provvedimenti della Corte dei Conti dovranno rispondere con i patrimoni personali.

E’, quello venuto alla luce, l’ennesimo scandalo di mala gestione, in cui si ritrova la sanità pubblica della Campania da sempre; sanità considerata il “pozzo di San Patrizio” da cui attingere a piene mani denaro pubblico. E, nella fattispecie, addirittura conferendo incarichi in eccedenza e dei quali non c’era alcuna necessità, favorendo amici e amici degli amici, in un perverso gioco sulla pelle dei cittadini. Una situazione, che fa il paio con i sempre più frequenti episodi di malasanità, rendendo poco affidabile l’intero sistema, come attesta la fuga di tanti cittadini verso i sistemi sanitari di altre Regioni, per poter avere cure e assistenza, che siano nei normali standard.

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