Napoli, rapinava le anziane in ascensore: incastrato da tatuaggi, scarpe e orologio
Aveva trasformato l’ascensore dei palazzi di Scampia nel luogo ideale per mettere le vittime con le spalle al muro, scegliendo donne anziane, seguendole fino a casa e, in almeno un caso, conquistandone prima la fiducia con una gentilezza studiata nei dettagli. Tre rapine tra il 27 agosto e il 2 settembre sono state ricostruite dai carabinieri della stazione di Scampia, che hanno fermato un 35enne già noto alle forze dell’ordine, ora gravemente indiziato dei colpi e trasferito in carcere in attesa dell’udienza di convalida.
A tradirlo sono stati soprattutto i tatuaggi, l’abbigliamento, le scarpe e l’orologio immortalati dalle telecamere di videosorveglianza, insieme alla targa del veicolo utilizzato per allontanarsi. Elementi che hanno consentito ai militari di ricostruire un modus operandi particolarmente insidioso, perché costruito sulla vulnerabilità delle vittime e, in due episodi, sullo spazio chiuso dell’ascensore.
La prima rapina risale al 27 agosto, quando una donna di 83 anni, che camminava con difficoltà, è stata raggiunta mentre stava entrando nel proprio condominio: il rapinatore, arrivato in scooter con casco e scaldacollo, l’avrebbe minacciata e le avrebbe strappato la borsa facendola cadere, provocandole contusioni giudicate guaribili in cinque giorni.
Il 2 settembre la scena cambia e diventa ancora più inquietante. Una 73enne rientra con le buste della spesa e l’uomo le apre il portone, le cede il passo e si offre persino di aiutarla portando una delle buste fino all’ascensore. Una volta nella cabina, però, estrae una pistola e le porta via la borsa: la donna cade, battendo testa e schiena, e riporta lesioni con una prognosi di sette giorni.
Dopo le denunce e l’analisi delle telecamere, i carabinieri concentrano l’attenzione sul Parco dei Ciliegi di via Fratelli Cervi e organizzano un servizio di osservazione. Quando intercettano e fermano il 35enne, gli trovano addosso una pistola giocattolo con tappo rosso e 1.145 euro in contanti. Poco prima, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe avvenuto il terzo colpo: in ascensore con una 63enne, al terzo piano avrebbe bloccato la porta sul ballatoio e, puntandole contro la pistola, avrebbe tentato di strapparle la fede, riuscendo invece a portarle via un bracciale e alcuni orecchini d’oro.
Anche quest’ultimo episodio è stato ricondotto al 35enne attraverso la descrizione della vittima e il confronto con le immagini raccolte. Il fermo chiude, almeno per ora, una sequenza di aggressioni consumate tra portoni e ascensori, sfruttando proprio il momento in cui le donne pensavano di essere ormai arrivate al sicuro, dentro casa.