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Napoli: rapina ad una donna di 73 anni, nelle immagini tutta la violenza, aggressore in regime di semilibertà

Napoli sta facendo i conti con una serie di rapine lampo che colpiscono nel cuore della città e nei quartieri ad alta frequentazione, con vittime scelte soprattutto per fragilità o distrazione. Lo schema è sempre simile e quasi sempre velocissimo: pochi secondi, un oggetto mirato, la fuga, e un’intera zona che si interroga sulla sicurezza di ciò che fino a poco prima appariva routine quotidiana.

Nel giro di poco tempo il Vomero, il corso Umberto e le strade laterali della stessa area hanno registrato episodi diversi ma riconducibili alla stessa logica predatoria. Il caso più grave è quello del 9 ottobre in via Giacinto Gigante, dove una donna di 77 anni è stata raggiunta alle 10.20 del mattino da un uomo che le ha strappato la collana e l’ha spinta contro un muro prima di scappare in motorino. L’anziana è stata soccorsa dai passanti con ferite alla testa e una prognosi ospedaliera. Per quell’episodio un quarantaseienne è stato arrestato con un’ordinanza di custodia cautelare per rapina pluriaggravata e lesioni aggravate. L’uomo era in regime di semilibertà, dettaglio che ha aperto il dibattito sulla gestione dei detenuti e sulle ricadute nei quartieri a maggiore presenza di anziani.

Nelle stesse ore corso Umberto ha visto due aggressioni che hanno colpito prima uno studente tedesco di 22 anni in Erasmus, rapinato del portafogli dopo essere stato avvicinato da due individui, poi una ventottenne che si è vista strappare lo smartphone dalle mani mentre camminava lungo il marciapiede all’altezza di via Fazzini. Nel primo caso la vittima è finita al Pellegrini con dieci giorni di prognosi, nel secondo i responsabili sono fuggiti prima dell’arrivo dei carabinieri. Le indagini in corso stanno recuperando le immagini delle telecamere della zona per ricostruire gli spostamenti degli aggressori.

I tre episodi indicano una tendenza precisa che non riguarda solo le fasce più fragili ma più in generale la fase urbana del passeggio, quando l’attenzione si abbassa e oggetti facili da sottrarre diventano obiettivi immediati. I carabinieri parlano da tempo di una microcriminalità che non punta alla quantità del bottino ma alla rapidità del gesto, con una propensione alla fuga che rende complicata la risposta in tempo reale e sposta il lavoro sulla videosorveglianza e sulle attività post factum.

Nelle prossime settimane saranno decisivi i riscontri investigativi sulle possibili ricorrenze tra episodi simili e gli accertamenti sul fatto che gruppi diversi possano operare nella stessa zona intercettando vittime con criteri differenti. Sul tavolo resta la questione principale: come proteggere chi attraversa le aree più frequentate nelle fasce diurne e serali, in un equilibrio complesso tra mobilità reale e percezione di sicurezza.

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