Napoli, operativo il Centro per la giustizia riparativa: vittime e autori del reato tornano a parlarsi
Non soltanto una pena da scontare, ma un percorso nel quale chi ha commesso un reato può essere chiamato a confrontarsi con le conseguenze prodotte e chi lo ha subito può trovare uno spazio di ascolto e riconoscimento. È il principio sul quale lavora il Centro per la Giustizia Riparativa del Distretto della Corte d’Appello di Napoli, le cui attività sono state presentate questa mattina a Palazzo San Giacomo dal sindaco Gaetano Manfredi e dall’assessora alle Politiche sociali Chiara Marciani.
La struttura, che ha sede in vico Santa Margherita a Fonseca ed è già operativa da alcuni mesi, nasce dalla co-progettazione promossa dal Comune di Napoli con l’ATS Tarita/Don Calabria e applica sul territorio il nuovo sistema introdotto dalla riforma Cartabia, che affianca alla giustizia penale tradizionale percorsi volontari di incontro, mediazione e responsabilizzazione, con già al’attivo 22 casi in pochi mesi.
I percorsi possono coinvolgere vittime e autori di reato, ma anche altre persone della comunità interessate dalle conseguenze dell’illecito e vengono condotti da mediatori esperti. Tra gli strumenti previsti ci sono la mediazione tra vittima e autore, gli incontri di gruppo con la comunità e specifici percorsi educativi rivolti anche ai minori sottoposti alla messa alla prova.
La giustizia riparativa non sostituisce il processo né cancella la responsabilità penale: introduce, accanto alla risposta dello Stato, uno spazio nel quale affrontare il conflitto generato dal reato e provare a ricostruire ciò che quel reato ha spezzato, partendo dal riconoscimento della vittima e dalla responsabilizzazione dell’autore.
Il Centro napoletano opera per l’intero territorio del Distretto della Corte d’Appello e nei prossimi mesi allargherà la propria attività anche sul fronte della sensibilizzazione, con iniziative destinate a diffondere la cultura della giustizia riparativa e interventi programmati all’interno degli istituti penitenziari del territorio.