Napoli: meningite, nessun focolaio arriva la nota del Cotugno
Non c’è il silenzio teso delle epidemie, ma l’eco rumorosa di social e messaggi inoltrati a ripetizione. È così che la notizia di tre ricoveri da Neisseria meningitidis tra i 22 e i 25 anni, tutti legati alle frequentazioni del quartiere Chiaia, si è trasformata nelle ultime ore in un’ondata di ansia collettiva fatta di presunti dieci contagi e due morti. Versioni che la direzione del Cotugno ha smentito spiegando che i pazienti hanno matrici patogene diverse e che non esiste alcun ceppo unico.
La cronologia aiuta a rimettere ordine. Il primo caso risale al 27 dicembre e riguarda uno studente dell’Istituto Comprensivo Angiulli nel rione Sanità. Avviata subito la profilassi tra familiari e compagni di scuola, l’istituto ha scelto di sospendere le lezioni per la giornata di oggi e procedere alla bonifica degli ambienti. L’amministrazione comunale, in raccordo con Asl e dirigenza scolastica, ha comunicato che la chiusura è una misura precauzionale per tutelare la comunità scolastica e completare i controlli.
Gli altri tre casi sono comparsi in tempi diversi. Uno dei pazienti è arrivato due giorni fa in rianimazione, gli altri due sono ricoverati nei reparti infettivologici con condizioni stazionarie. Il Cotugno precisa che il numero dei ricoveri rientra nei flussi stagionali attesi, anche in relazione ai bruschi cambi di temperatura, e che l’assenza di una correlazione cronologica non suggerisce una catena diretta di contagio. L’Asl Napoli 1 sta ricostruendo i contatti dei pazienti e completando gli screening.
Resta il tema della percezione pubblica. Mentre le autorità ridimensionano, le chat continuano a rilanciare allarmi non verificati. La stessa Asl ricorda che si parla di focolaio anche quando c’è solo un incremento rispetto alle statistiche, ma nel caso napoletano i dati non indicano un cluster unico. Sul piano sanitario viene raccomandato di evitare conclusioni rapide, seguire le indicazioni ufficiali e considerare che la meningite meningococcica ha un’incubazione breve e può manifestarsi con quadri differenti.
La diagnosi rapida è la chiave. Febbre alta improvvisa, mal di testa severo, rigidità nucale, nausea, sonnolenza, irritabilità e, nei casi più gravi, petecchie cutanee sono segnali che richiedono assistenza medica immediata. Per i contatti stretti dei pazienti è prevista la profilassi antibiotica indicata dagli infettivologi e gestita dal Servizio di Igiene Pubblica. Le autorità ribadiscono anche l’importanza delle vaccinazioni antimeningococciche, raccomandate nei calendari regionali per bambini, adolescenti e giovani adulti.
Nelle prossime ore l’Asl completerà le verifiche sui contatti dei quattro pazienti e aggiornerà il quadro epidemiologico. Il Cotugno continua a monitorare i pazienti ricoverati e invita a distinguere tra allerta sanitaria e psicosi digitale, perché in situazioni come questa la differenza tra le due decide non solo la tenuta del sistema sanitario, ma anche la capacità di una città di restare lucida.