Cronaca

Napoli – Favori al gruppo Ragosta, indagato il gip Alberto Capuano

Una ristrutturazione in cambio di misure restrittive più miti: sarebbe questo il dare ed avere configuratosi tra il giudice Alberto Capuano e gli imprenditori Fedele, Giovanni e Francesco Ragosta. La procura di Roma, che indaga per ordine del pm Alberto Pioletti, ha eseguito una perquisizione in casa e nell’ufficio del magistrato napoletano per trovare prove riguardo alcune dubbie decisioni del gip in materia cautelare, personale e reale, nei confronti di alcuni affari che vedrebbero coinvolto il gruppo imprenditoriale dei Ragosta.

Il reato imputabile al giudice Capuano sarebbe quello di corruzione; all’esame degli inquirenti capitolini uno scambio di favori, dove la famiglia Ragosta avrebbe proceduto alla ristrutturazione del centro estetico della moglie di Capuano, in cambio di provvedimenti giudiziari sospetti, emessi dal gip durante l’inchiesta condotta dal pm Ida Teresi sulle attività del gruppo Ragosta. Fra questi, spiccherebbero modifiche a misure restrittive già concordate alla vigilia della decisione del Riesame sulle indagini, oltre a dubbie indicazioni date all’amministrazione giudiziaria del patrimonio dei Ragosta, reso disponibile per la locazione di un immobile a Porto Cervo di proprietà dei Ragosta, per un canone pari a 25mila euro, ritenuto non congruo dall’accusa.

Capuano, assistito dall’avvocato Giuseppe Fusco, si è subito dichiarato disponibile, dando piena collaborazione agli investigatori; ora si aspetta il ricorso al Riesame per chiedere la restituzione del materiale eventualmente sequestrato dagli inquirenti.

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