Napoli città meno cara d’Italia secondo i dati registrati dal Codacons
Chi è nato a Napoli e oggi vive a Milano, o in qualunque altra città d’Italia, non ha bisogno di statistiche per accorgersene. Basta tornare a casa per capirlo. Il portafoglio torna a respirare appena si entra dal parrucchiere, si fa la spesa al supermercato o si porta il cane in toelettatura. È una sensazione immediata, concreta, quotidiana, che precede e spesso anticipa i numeri delle indagini ufficiali.
Secondo l’analisi condotta da Codacons sui prezzi praticati al pubblico nelle principali città italiane, Milano si conferma la più cara mentre Napoli la città più economica seguita da Palermo con 408 euro e Catanzaro con 424 euro. Dati che evidenziano un divario territoriale netto e persistente, soprattutto tra Nord e Sud del Paese.
Per una spesa alimentare davvero conveniente il primato va a Catanzaro dove caricare dispense e frigoriferi costa solo 165 euro per 28 prodotti di largo consumo che spaziano dall’ortofrutta alla carne, dal pesce a pane, pasta e olio. Seguono Napoli con 168 euro e Bari con 172 euro. All’estremo opposto si colloca Bolzano, dove per gli stessi beni alimentari si spendono circa 220 euro, oltre il 33 per cento in più rispetto alla città più economica.
L’indagine entra nel dettaglio anche dei singoli servizi e dei prezzi al consumo, restituendo una mappa di forti differenze locali. Il panino al bar costa meno ad Ancona, 2,67 euro contro una media nazionale di 3,80 euro, mentre a Milano si arriva a 5,64 euro. A Bologna si paga la carne bovina più cara, con una media di 26,7 euro al chilo, mentre le zucchine raggiungono il prezzo più alto a Genova con 4,60 euro al chilo.
Sul fronte dei servizi sanitari, per una otturazione dal dentista si passa dai 176 euro di Aosta ai 70 euro di Napoli. Lavare l’auto costa appena 8,5 euro ad Ancona, ma supera i 21 euro a Bolzano, che registra anche il prezzo più alto per il cappuccino al bar con una media di 2,29 euro.
Per la cura della persona, Napoli risulta la città più conveniente. Una messa in piega costa in media meno di 13 euro, contro i 23,5 euro di Bologna. Anche il taglio di capelli da donna è più economico nel capoluogo campano, sotto i 15 euro, mentre a Trieste si arriva a 30 euro. Per il tempo libero, Bari è la città più conveniente per il cinema con un biglietto medio di 7,3 euro, contro gli 11,2 euro richiesti a Genova.
Non mancano alcune eccezioni. Milano, pur essendo la città più cara in assoluto, registra il costo più basso per il servizio di lavatura e stiratura di una camicia, con una media di 2,89 euro, contro i 5,3 euro di Catanzaro e Ancona. Per gli animali domestici, invece, la toelettatura per cani più costosa si paga ad Aosta, con una media di 49,6 euro a fronte di una media nazionale di 34,6 euro.
Accanto al confronto tra città, pesa anche l’effetto dei rincari entrati in vigore dal primo gennaio. Il centro studi di Confesercenti Campania stima per i cittadini campani un aumento pro capite annuo compreso tra 300 euro per i non fumatori e quasi 500 euro per chi consuma sigarette, comprese quelle elettroniche. Gli aumenti riguardano carburanti, polizze auto, pedaggi autostradali e tabacchi.