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Napoli, ciclista investito e ucciso: salgono a 17 le vittime della strada nel 2026

Un ciclista investito e ucciso questa mattina nella zona orientale di Napoli porta a 17 il numero delle vittime della strada registrate in città dall’inizio del 2026, un bilancio che si è appesantito rapidamente durante l’estate e, soprattutto, nelle ultime settimane.

L’incidente è avvenuto in via Mario Palermo. L’uomo era in sella alla sua bicicletta quando è stato tamponato da un’automobile; il conducente si è fermato immediatamente per prestare soccorso, ma l’impatto è stato fatale. L’identificazione della vittima è ancora in corso, mentre gli agenti della Polizia municipale stanno lavorando alla ricostruzione della dinamica e alle circostanze dell’investimento.

Il dato dei 17 morti assume un peso particolare se confrontato con quello registrato soltanto pochi mesi fa: a giugno le vittime sulle strade cittadine erano nove, cinque delle quali pedoni. In poco più di tre mesi, dunque, il bilancio si è quasi raddoppiato, con settembre che ha fatto registrare una nuova accelerazione e quattro episodi mortali concentrati nell’arco di appena tre settimane.

Non è soltanto il numero a descrivere il fenomeno, perché a emergere è soprattutto la vulnerabilità di chi sulla strada ha meno protezioni. Pedoni e motociclisti erano già stati indicati come le categorie maggiormente esposte e gli ultimi incidenti hanno riportato in primo piano anche i ciclisti, mentre tra le dinamiche continuano a comparire investimenti durante l’attraversamento, collisioni tra mezzi e perdita di controllo dei veicoli.

Un quadro che non si ferma ai confini del capoluogo. Anche nell’area metropolitana le ultime settimane sono state segnate da incidenti mortali, dalle strade interne della provincia ai grandi assi di collegamento, con vittime giovanissime e sinistri che hanno coinvolto auto, scooter e più veicoli. Episodi differenti per dinamica e responsabilità, che non possono essere sovrapposti ma che restituiscono la dimensione di un problema esteso ben oltre il perimetro urbano.

Eppure il 2026 era cominciato con numeri che sembravano indicare una direzione diversa: nel primo quadrimestre gli incidenti, compresi quelli mortali, risultavano in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una tendenza che i mesi successivi hanno progressivamente ridimensionato.

Il confronto con il 2025 aiuta a leggere le proporzioni: lo scorso anno nella sola città di Napoli si registrarono 2.670 incidenti stradali, con 27 morti e 3.330 feriti. Le vittime erano diminuite rispetto all’anno precedente, ma erano contemporaneamente aumentati sia il numero complessivo dei sinistri sia quello delle persone rimaste ferite.

Velocità, distrazione alla guida, mancata precedenza, inosservanza della distanza di sicurezza e guida sotto l’effetto di alcol o sostanze restano tra i principali fattori individuati nell’analisi dell’incidentalità. Napoli ha intanto aumentato il numero degli attraversamenti pedonali rialzati e rafforzato controlli e interventi di prevenzione, ma il dato che arriva da settembre interrompe la fotografia più favorevole dei primi mesi dell’anno: diciassette morti in meno di nove mesi, otto dei quali registrati dopo giugno.

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