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Napoli, al Mercadante la prima nazionale di “Non posso narrare la mia vita”. Andò omaggia Moscato a 2 anni dalla scomparsa

Sono quasi due gli anni dalla scomparsa di Enzo Moscato, una delle voci più magnetiche e visionarie della nuova drammaturgia napoletana. A rendergli il giusto omaggio un evento che ha sapore del rito collettivo e dell’appuntamento dall’alto spessore culturale. Sarà infatti il regista e drammaturgo Roberto Andò a portare in scena “Non posso narrare la mia vita”: uno spettacolo dedicato a Moscato costruito come un mosaico. Frammenti, reminiscenze, brandelli poetici e teatrali intrecciati con Gli anni piccoli, l’opera autobiografica che Moscato aveva definito “un tentativo volutamente frammentario, sinuoso ed elusivo di autobiografia adolescenziale” e, al tempo stesso, un esercizio critico sulla propria scrittura.

Filosofo, poeta, regista, attore, Moscato ha attraversato oltre quarant’anni di scena piegando la tradizione napoletana all’incontro con i grandi del pensiero del Novecento: Artaud, Genet, Lacan, Pasolini. Un dialogo continuo che ha generato una lingua personale e irripetibile, un impasto musicale di idiomi, dal napoletano all’italiano, dal francese allo spagnolo, fino al tedesco, al greco e al latino, capace di diventare materia viva, corpo scenico, vibrazione emotiva.

Non posso narrare la mia vita avrà la sua prima nazionale al Teatro Mercadante di Napoli domenica 7 dicembre e resterà in programmazione fino al 7 gennaio. Il ruolo principale è affidato alla straordinaria interpretazione dell’attore Lino Musella che attraverso la lettura di Andò farà risuonare nuovamente la voce del grande protagonista del teatro italiano.

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