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Moschiano – Frane dicembrine, la Forestale indaga sulle cause

Profondità, poca coesione e tendenza alla liquefazione i fattori principali del fenomeno

Controlli e sopralluoghi per evitare il rischio di frane e smottamenti come avvenuto nei mesi scorsi.

A Moschiano i Carabinieri della sezione forestale hanno visitato i luoghi ed il versante interessato lo scorso 21 e 22 dicembre dalla frana che si abbatté sul comune del Vallo di Lauro.

Tanta paura per gli abitanti moschianesi, che videro staccarsi dal versante “Chianole-Foreste” un’enorme colata di terra e fango, che si riversò in molte aree a valle e parte del Regio Lagno “Moschiano”, completamente riempito dalla colata e che rischiò addirittura l’esondazione.

Questa mattina presenti per i controlli di rito il generale di brigata della Forestale campana, Ciro Lungo, accompagnato nei controlli dal tenente colonnello Fernando Sileo, comandante del gruppo Forestale di Avellino, oltre ai militari delle stazioni di Lauro e di Quindici e del Sindaco, Claudio Addeo.

Con l’ausilio del Dipartimento di Agraria dell’Università “Federico II” sono stati effettuati diversi campionamenti dei suoli interessati dalle frane, oltre quelli attigui, per analizzare i profili delle zone di distacco ed individuare le possibili cause della frana di dicembre.

Dai primi rilievi, è stata confermata l’estrema vulnerabilità dei terreni di quelle aree, a forte rischio idrogeologico. Elevata profondità, bassa coesione e suscettibilità alla liquefazione: sono questi i fattori che preoccupano gli studiosi dell’ateneo partenopeo.

Ed ora l’obiettivo sarà giocoforza fissato sull’attività di controllo e le strategie di prevenzione da mettere in campo per evitare nuovi fenomeni franosi, mentre l’attività dei Carabinieri forestali continuerà ad interessare altri territori della provincia di Avellino, per attuare politiche preventive di contenimento.

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