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Morte Domenico Caliendo: la superperizia “scagiona” Oppido, ma il cuore artificiale poteva salvare il piccolo

Un Berlin Heart impiantato tempestivamente avrebbe potuto consentire a Domenico Caliendo di restare nelle condizioni necessarie per affrontare un secondo trapianto di cuore e, qualora il ritrapianto fosse stato eseguito, le probabilità di sopravvivenza a medio-lungo termine sarebbero state superiori al 70 per cento. È uno dei passaggi più rilevanti che emergono dalle prime anticipazioni sulla corposa superperizia depositata nell’inchiesta sulla morte del bambino di poco più di due anni, deceduto il 21 febbraio dopo il trapianto di un cuore danneggiato eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, dalla relazione emergerebbe che il ricorso al Berlin Heart Excor entro le prime 72 ore avrebbe potuto preservare Domenico dal progressivo deterioramento degli altri organi, mantenendolo ritrapiantabile più a lungo rispetto all’assistenza garantita dall’ECMO. Un elemento che assume un peso ancora maggiore alla luce della successiva disponibilità di un altro cuore: il 17 febbraio, quando si presentò una nuova possibilità di trapianto, le condizioni del bambino erano ormai tali da non consentire l’intervento.

La superperizia affronta anche uno dei punti più controversi dell’intervento del 23 dicembre, quello relativo alla cardiectomia, vale a dire la rimozione del cuore nativo di Domenico. Dalle anticipazioni rese note dal legale della famiglia emergerebbe che la cardiectomia fu eseguita prima dell’apertura del frigo-box contenente l’organo proveniente da Bolzano, circostanza destinata inevitabilmente a incrociarsi con l’altro filone dell’inchiesta relativo alla ricostruzione dei tempi dell’operazione e alla presunta falsificazione della documentazione clinica.

Proprio alla luce delle valutazioni contenute nella relazione, Petruzzi ha chiesto alla Procura di valutare anche l’ipotesi di omicidio volontario, mentre il confronto tecnico sulle conclusioni degli esperti è stato spostato di due mesi.

Questa mattina, infatti, davanti al gip Mariano Sorrentino si è svolta l’udienza dell’incidente probatorio, alla quale hanno partecipato anche i genitori di Domenico, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo. Il giudice ha disposto il rinvio al 12 e 13 novembre: nella prima giornata si procederà all’esame della corposa relazione redatta dal collegio di esperti nominato dal gip, mentre il giorno successivo sarà dedicato al controesame.

Saranno quelle due giornate a portare nel contraddittorio tra accusa, difese, consulenti e parte offesa le conclusioni tecniche sulla vicenda, dalla compromissione del cuore arrivato da Bolzano alle decisioni assunte durante l’intervento e nelle settimane successive. 

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