Marigliano: si dimette il sindaco Gaetano Bocchino dopo la crisi all’interno della maggioranza
Prima l’azzeramento della Giunta, poi le dimissioni. Gaetano Bocchino porta fino alle estreme conseguenze una crisi politica che nelle ultime settimane aveva smesso di essere sotterranea e che adesso investe direttamente il futuro dell’amministrazione comunale, mettendo la maggioranza davanti a una scelta che difficilmente potrà essere ancora rinviata.
Il sindaco ha formalizzato il passo indietro dopo settimane di tensioni interne e dopo una seduta del Consiglio comunale, quella del 26 agosto, segnata da numerose assenze e da numeri che avevano già reso evidente la fragilità dell’equilibrio politico. A quel passaggio era seguito l’azzeramento della Giunta, quindi la decisione di rassegnare le dimissioni.
Bocchino ha affidato a un lungo post le ragioni della scelta, indicando in una parte della maggioranza uno dei principali ostacoli alla piena attuazione del programma amministrativo e chiarendo di non essere disposto a trasformare il mandato ricevuto dagli elettori in una gestione costruita soltanto sulla necessità di restare in carica.
«Tra tirare avanti e restituire la parola ai cittadini scelgo senza esitazione la seconda ipotesi», scrive il sindaco, richiamando anche il risultato ottenuto alle elezioni amministrative e il rapporto diretto costruito con gli elettori. Nel suo intervento Bocchino rivendica quanto realizzato nel primo periodo di governo della città, dall’incremento della raccolta differenziata al ritorno del trasporto scolastico, passando per il recupero di risorse destinate ai servizi per l’infanzia, gli interventi sugli impianti sportivi e i progetti ancora aperti sull’area mercato, sul parcheggio dell’ex stazione Fs, sulla tratta ferroviaria dismessa, sulla pianificazione urbanistica e sulla manutenzione delle strade.
Il nodo, però, resta politico: per proseguire, secondo Bocchino, serve una maggioranza che torni a condividere realmente il programma e ad assumersi la responsabilità delle scelte, mentre non sarebbe sufficiente ricomporre numericamente una coalizione ormai attraversata da divisioni evidenti.
Le dimissioni non producono effetti immediati. Il sindaco ha infatti venti giorni di tempo per ritirarle e sarà proprio questo periodo a misurare la possibilità di una ricomposizione. Se il confronto politico dovesse fallire e Bocchino confermasse la decisione, le dimissioni diventerebbero irrevocabili, aprendo la strada allo scioglimento del Consiglio comunale e al commissariamento dell’Ente.
Per Marigliano cominciano dunque venti giorni nei quali non sarà sufficiente trovare qualche voto in più in aula: Bocchino ha alzato il livello dello scontro chiedendo una nuova maggioranza politica, prima ancora che numerica, e adesso saranno le forze che lo hanno sostenuto a dover decidere se esistono ancora le condizioni per governare insieme oppure se l’esperienza amministrativa iniziata poco più di un anno fa è già arrivata al capolinea.