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Marigliano – PUC, confronto aperto per il preliminare

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Problematica che viene da lontano, quella della pianificazione urbanistica di Marigliano. E risale alle controverse vicende che l’hanno segnata negli anni ’90, con la sindacatura del dottor Michele Nappi, che puntò almeno a canalizzarla verso una soluzione di regolarizzazione secondo le norme del tempo. Un percorso interrotto, così come altri, sia con maggioranze di centro-destra che di centro-sinistra.

Una sfilza di stop and go, in omaggio all’immobilismo sociale e politico penalizzante per una città di trentamila abitanti, con potenzialità e risorse da valorizzare.

Agenda ancora aperta, dunque, per sciogliere i nodi del possibile e necessario buon governo urbanistico del territorio, per nulla risparmiato dall’assalto cementizio, così come avvenuto nella generalità dei contesti conurbati dell’area metropolitana di Napoli.

E sul preliminare dello strumento di pianificazione urbanistica comunale, confronto aperto nella seduta consiliare a palazzo di città, guardando al presente e al futuro di Marigliano. Un confronto dovuto, reso non più differibile, perchè la città non può più restare priva di regole coerenti con i tempi, ma anche alla luce della programmazione per fronteggiare l’emergenza abitativa rispetto al rischio Vesuvio, programmazione elaborata dalla città metropolitana di Napoli, che contempla la realizzazione di centomila nuovi alloggi in regime di housing sociale, da costruire sui territori dei comuni della Città metropolitana.

Un riparto che recepito dal PUC finirebbe per destinare al territorio cittadino la costruzione di 2500 alloggi diversificati nella tipologia e non assimilabili ai comparti abitativi della 219 del dopo terremoto dell’ ’80.

Sulle ragioni di elaborare il PUC, sviluppava un’ampia e articolata relazione politica e tecnica l’assessore Giuseppe Napolitano; un atto politico che è coerente – affermava – con l’obiettivo del programma elettorale, che con la coalizione di centro-sinistra è stata premiata dagli elettori con il voto di giugno 2015. Sarà uno strumento – aggiungeva – da coordinare con gli standard previsti dalla normativa.

Alla relazione di Napolitano, replicava il capogruppo della coalizione di centro-destra Filomena Iovine, definendola un racconto a fumetti, per sottolineare quelli che sono gli elementi ritenuti critici dall’opposizione nella tesi presentata da Napolitano. Per la rappresentante di Forza Italia, la città va resa migliore nella vivibilità senza ulteriori costruzioni, tenendo conto delle tante abitazioni disponibili ed invendute o sfitte. C’è l’esigenza, spiegava Iovine, di dotare la città di servizi e infrastrutture e l’assoluta priorità di non consumare altro suolo agrario. Su queste basi prendeva corpo il dibattito durato fino a mezzanotte.

Il sigillo era applicato dalla proposta del capogruppo di Impegno Civico, Michele Cerciello. Gli indirizzi e le linee programmatiche del PUC vanno presentate dal sindaco Carpino e dall’assessore Napolitano prima in commissione urbanistica e poi trattate in assemblea comunale. Come dire, punto e a capo.

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