Politica

Marigliano – Presentato il PUC, dopo 30 anni la svolta

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Un’ attività di studio e ricognitiva che si è sviluppata per circa un anno, nell’Ufficio di Piano del palazzo comunale, con il supporto della consulenza della Federico II, con la coordinazione del professore Francesco Domenico Moccia. Un notevole impegno di caratura tecnica certamente, ma anche e soprattutto un impegno di caratterizzata valenza politica ed amministrativa, per dare a Marigliano lo strumento di pianificazione urbanistica in corsia d’attesa da poco meno di trenta anni. Una corsia, lungo la quale negli ultimi decenni si sono smarriti vari approcci di pianificazione, con cicli amministrativi a maggioranza ora di centro-destra, ora di centro-sinistra; approcci nullificati da immancabili crisi amministrative senza ritorno, con correlate gestioni commissariali prefettizie, mentre interi quartieri della città sono “cresciuti” senza regole congrue e coerenti, in assenza di servizi e adeguate infrastrutture viarie.

Un lungo stallo, il cui protrarsi sarebbe di ulteriore e grave pregiudizio per il futuro della città, il cui indice demografico ha ormai superato i trenta mila abitanti. La fuori-uscita dal tunnel è  affidato allo strumento di pianificazione, ch’è stato presentato ufficialmente nell’Aula consiliare del palazzo di città, in un’assemblea largamente partecipata dai cittadini. E tra i primi elementi del piano degno d’interesse è il parametro del  consumo urbanistico del suolo; consumo da ridurre e contenere nella misura maggiore possibile. Una scelta di sviluppo equilibrato, che si salda con le istanze della tutela ambientale.

Una risposta di partecipazione e di opinione pubblica davvero considerevole. Ed è stato soltanto la prima di una serie di pubbliche convention che l’amministrazione ha programmato sul territorio comunale.

Marigliano città della normalità e di profilo europeo. Un cambio di passo, per guardare con fiducia al futuro della città e alle politiche di coesione intercomunale, per fare rete e sistema sulla realtà del territorio, i cui interessi di sviluppo civile e produttivo vanno ben olttre i localismi municipalisti.

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