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Marigliano – Insediato il commissario prefettizio Roberto Esposito

Tutto come previsto, con lo spirare dei venti giorni, con cui sono diventate irrevocabili le dimissioni del sindaco, con correlata conclusione del ciclo amministrativo di riferimento, di cui il primo atto è la sospensione dell’attività del Consiglio comunale, atto propedeutico e preliminare per lo scioglimento dell’organo collegiale del governo cittadino.

È il caso dell’amministrazione comunale che, ad un mese e mezzo della conclusione del mandato conferitole con il voto di ballottaggio di giugno del 2015, viene sciolta con l’avvento di un’ulteriore gestione commissariale, a Marigliano.

Nella prima odierna mattinata, a Palazzo di città si è insediato il vice-prefetto Roberto Esposito con decreto di nomina del prefetto di Napoli, Marco Valentini. È una situazione tutt’altro che nuova e insolita per l’Ente di corso Umberto primo; situazione che si ripete da trent’anni circa ormai, con la variante peggiorativa, che nella fattispecie di queste torride giornate di afoso agosto prende le mosse e si concretizza con l’inchiesta giudiziaria che ha condotto agli arresti il sindaco Antonio Carpino per le vicende di collusione tra politica e camorra, che ruotano sulle “decisioni” in materia edilizia ed urbanistica, nell’assenza di uno strumento di normale pianificazione coerente con i tempi e le esigenze della città.

Un’assenza che si protrae dagli anni ’90, con vari strumenti di pianificazione adottati e un bel po’ di denaro pubblico della fiscalità cittadina speso per incarichi e progettazioni, ma mai resi vigenti. E, per fornire un elemento utile, ma non esaustivo affatto per la “lettura” della realtà, basterà considerare che il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, l’architetto Sabatino Esposito, ha rinunciato recentemente all’importante incarico pubblico, chiedendo ed ottenendo il trasferimento in altro Comune, dopo l’attentato subito dall’auto familiare, ch’era parcheggiata nell’area condominiale del Parco in cui risiede in città. E si lascia da parte il complesso ed intricato capitolo delle domande presentate per la ri-classificazione dei suoli, acquisendone l’edificabilità.

Con l’insediamento del commissario prefettizio, Roberto Esposito, a Palazzo di città, i riflettori sono ora orientati sulla formazione delle liste che affronteranno la campagna elettorale per le comunali del 20-21 settembre.

Problematica è la condizione dell’area dei partiti politici e gruppi “civici” di centro-sinistra, di cui le posizioni dell’ex-sindaco Carpino costituivano il centro di gravità e aggregante. Una coalizione a cinque liste ripartita in due, con quattro liste che sostengono la candidatura a sindaco dell’ingegnere Vincenzo Esposito, consigliere dem uscente, mentre il Partito democratico fa corsa a sé, con la candidatura a sindaco dell’avvocato Giuseppe Iossa, sostenuto dalla segreteria metropolitana di Napoli, ma non riconosciuta dal Circolo cittadino dei dem che aveva puntato sul dottor Vito Lombardi, presidente del Consiglio comunale uscente.

Un pastrocchio, che penalizza il Pd in evidente affanno e difficoltà, mentre giovedì 20, scadono i termini per la presentazione delle liste all’Ufficio elettorale, già in funzione nel palazzo comunale. E dire che neanche un mese fa, c’erano tante rose e fiori nella coalizione di centro-sinistra, che aveva formalizzato ufficialmente la candidatura a sindaco per Carpino anche per il ciclo amministrativo 2020-2025.

E va da sé che nella composizione delle liste e delle scelte delle candidature, lo screening che sono chiamate a fare le dirigenze degli schieramenti, dovrà essere oltremodo accurato e rigoroso, tenendo chiaro e ben presente il contesto emerso dall’inchiesta della DDA. Un contesto che pone alla Politica cittadina e a coloro che la rappresentano domande, a cui vanno date risposte coerenti e adeguate; risposte politiche, che prescindono dall’esito del procedimento giudiziario, in cui è invischiato l’ex-sindaco. Le domande, che nascono anche da una sana ed onesta autocritica, riguardano proprio le cause del malessere e dell’immobilismo in cui si ritrova la città. Cause che non appartengono a Marte e ai marziani.

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