PoliticaVN Notizie

Marigliano, Bocchino e il rebus della giunta tecnica: la crisi è chiusa solo a metà

Il sindaco è rimasto, la vecchia Giunta invece non c’è più, e proprio nello spazio rimasto tra queste due decisioni si gioca adesso la partita più complicata per Gaetano Bocchino, impegnato a costruire il nuovo esecutivo con il quale provare a far ripartire un’amministrazione uscita profondamente segnata dalla crisi esplosa alla fine di agosto.

Tutto parte dalla seduta del Consiglio comunale del 26 agosto, quando l’assenza di tre esponenti della maggioranza, Maria Teresa Menna, Michele Cerciello e Antonio Di Sauro, rese evidente una frattura che da tempo attraversava la coalizione; seguirono prima l’azzeramento della Giunta e poi, il 31 agosto, le dimissioni dello stesso Bocchino, che indicò proprio nelle difficoltà interne alla maggioranza una delle ragioni che stavano rallentando l’attuazione del programma amministrativo. 

Diciotto giorni dopo il sindaco ha ritirato quelle dimissioni, precisando però che le ragioni che lo avevano portato a lasciare restavano «serie» e annunciando l’apertura di una nuova fase, fondata sulla competenza e sulla costruzione di una squadra di governo funzionale agli obiettivi del mandato. 

È proprio qui che comincia il problema della nuova Giunta. L’orientamento è quello di affidarsi esclusivamente a figure tecniche, rompendo con l’impostazione dell’esecutivo nominato nel luglio 2025, nel quale quattro assessori erano espressione politica della coalizione e soltanto uno era stato indicato come tecnico; una scelta che consentirebbe al sindaco di separare nettamente la composizione della Giunta dalle rivendicazioni dei singoli gruppi, ma che non può naturalmente cancellare il peso degli stessi gruppi all’interno del Consiglio comunale. 

Ed è questo il passaggio più delicato, perché una Giunta senza rappresentanza diretta dei partiti può nascere anche fuori dalle tradizionali mediazioni sulle deleghe, mentre ogni atto che dovrà passare dall’aula continuerà ad avere bisogno di una maggioranza politica, quella stessa maggioranza che ad agosto aveva già mostrato di non essere più compatta e nella quale la richiesta di maggiore condivisione delle decisioni era stata posta apertamente da alcuni consiglieri. 

A più di una settimana dal ritiro delle dimissioni la nuova squadra non è stata ancora ufficializzata e la partita dovrebbe arrivare a conclusione nei prossimi giorni, mentre resta da capire non soltanto quali professionisti accetteranno di entrare nell’esecutivo, ma soprattutto quale rapporto politico verrà costruito tra una Giunta pensata come tecnica e i consiglieri chiamati poi a sostenerne gli atti.

Pulsante per tornare all'inizio