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L’intervista – Restituta De Lucia, spendersi con la passione del cuore, per amore

Ritorna "Medaglioni", la rubrica curata dal dottor Antonio Falcone, per ritrovare coordinate comuni condivise e da condividere

Abbiamo incontrato Restituta De Lucia, in mente Dei dall’eternità, generata al mondo il 17 luglio 1939. Ha studiato all’ITC “A. Masullo” a Nola ed alla Pontifica Università della Santa Croce in Sant’Apollinare a Roma. In pensione solo come Dirigente bancaria! Maestra del lavoro.  Attualmente è consigliere nazionale, Presidente provinciale e comunale del CIF (Centro Femminile Italiano).

Membro della Commissione CEI per la Pastorale Sociale Lavoro, Giustizia e Pace per la Salvaguardia del Creato, incaricata regionale. Catechista per oltre 40 anni per la preparazione degli Adulti alla Cresima nella sua Parrocchia del Collegio a Nola.

Socia di Azione Cattolica fin da età giovanissima, ricoprendo negli anni diversi ruoli: Presidente diocesana della GF, Gioventù Femminile di Azione Cattolica, Vice Presidente del Settore Giovani con il nuovo Statuto del 1969, Consigliera Nazionale con la presidenza del Prof. Vittorio Bachelet. Segretaria Nazionale del MLAC (Movimento Lavoratori di Ac), poi a livello Regionale e diocesano. Segretaria della Delegazione Regionale di Ac con il dott. Pasquale Andria e la prof. Rachele Sibilla, per quattro trienni.

Consigliere diocesana Adulti ed adultissimi. Presidente parrocchiale in alternanza per tre trienni.

Dunque, una vita dedicata, uno sposalizio con Santa Madre Chiesa per la evangelizzazione e la promozione della persona umana, di ogni uomo, in ogni ambito di vita, nella storia concreta delle persone. Una vita di fede incarnata nella storia, con pregi e difetti, con debolezze ed eroismi. Tutto vissuto con e nel Segno della Croce.

Le stagioni del suo essere donna e donna credente

La mia età mi fa registrare tutte le stagioni della vita della donna. Sono stata bambina, adolescente, giovane, adulta e… adultissima e, nonostante le difficoltà, sono contenta di aver vissuto con la graduale consapevolezza di dover essere impegnata nel dare il meglio di me stessa, anche se tante volte modesto, ma necessario.

La Fede, la preghiera, la vita sacramentale, lo studio hanno illuminato, alimentato e finalizzato ogni mio agire con la convinzione che Dio è Padrone della storia e noi semplici creature, però da Lui amate e guidate nei vari compiti della vita.

Cosa significa per lei il termine “femminista”

Il movimento “femminista” mi interessò e mi incuriosì nel vedere donne della mia stessa età trasformarsi ed abdicare ai valori della femminilità. Ma la mia appartenenza al CIF, Centro Femminile Italiano, associazione di ispirazione cristiana che vuole le donne protagoniste della propria storia, la valorizzazione della donna e dell’uomo nella loro specificità e quindi l’affermazione delle pari opportunità, mi aiutò a capire che le femministe erano manovrate dalla volontà di uomini che le strumentalizzavano per loro finalità economiche e politiche. Frattanto non ci mancò l’insegnamento della Chiesa. Infatti S.S. Giovanni Paolo II ci regalò la “Mulieris Dignitatem” e la “Lettera alle Donne”, documenti ancora validi per la formazione dei giovani.

Una vita che continua a ad essere vissuta a servizio degli altri con lo stile antico dell’Ac.

Lo stile di vita si acquisisce e si perfeziona per tutta la vita. Certamente prevalgono i valori che hai sempre stimato e con i quali cerchi di essere coerente.

Certamente la scuola dell’AC è stata molto incisiva per me nella possibilità di approfondire e vivere la Fede, nella necessità di alimentare la speranza nonostante le difficoltà, nella esperienza di relazionarsi e socializzare (Ho incontrato e conosciuto una immensità di persone!), nella opportunità di rendere un servizio come espressione di scambio di doni e rapporti reciproci, sempre in sintonia con la missione della Chiesa che è chiamata ad evangelizzare.

Ha senso oggi una Associazione come l’AC? Luci ed ombre, ieri ed oggi…

Per i motivi su esposti ritengo che l’AC resta una Associazione di laici che nella Chiesa ha il gravoso, ma sempre bel compito della formazione. Nei suoi 154 anni ha avuto momenti floridi e momenti di crisi, ha avuto al suo interno persone sante e persone impegnate a trafficare il proprio talento, una popolarità dinamica ed efficace.

La proposta educativa dell’Ac resta valida per tutti i tempi, anche perché l’Associazione con la sua capacità di adeguamento ai tempi della storia, resta necessaria ed attuale per la vita della Chiesa e della Società.

Cosa vorrebbe trasmettere ai giovani di oggi alla luce della sua esperienza di vita?

Vorrei che i giovani vivessero da credenti, da protagonisti, con grande interesse e con entusiasmo. Imparassero sempre cose nuove per annunciare la bellezza della proposta sempre nuova del Vangelo.

Grazie, Restituta. Grazie per la Sua testimonianza di vita. Continui a spendersi fino alla fine, fino allo stremo delle forze, con l’autorevolezza di chi ha dato per amore, perché possa aiutare questa nostra società a colmare vuoti, a spianare asperità, a ricostruire ponti tra due generazioni, quella dei giovani e quella degli adulti, che attualmente appaiono come due periferie, perché solo insieme, con lo sguardo verso la stessa direzione condivisa, la nave della nostra povera umanità può solcare tutti i mari, anche di notte, in questa notte buia, per scrutare l’orizzonte, come Sentinelle che misurano il tempo che resta per vedere e vivere l’alba di una vita comune e rinnovata. Ognuno faccia la sua parte. Ognuno si spenda con la passione del cuore.

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