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L’intervista – Padre Giovanni Tulino, il Natale in Cambogia

Torna la nostra rubrica "Medaglioni", a cura del dottor Antonio Falcone, per ritrovare coordinate comuni condivise e da condividere

Dal Mozambico alla Cambogia. Abbiamo intervistato per voi Padre Giovanni Tulino, Missionario del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere). Nascita 18 luglio 1979. Prima gli studi di filosofia a Roma, poi un anno di studio della lingua inglese negli Stati Uniti. Viene inviato nelle Filippine per lo studio della teologia dal 2004-2008. Il 5 luglio 2008 è ordinato sacerdote. Dopo 6 anni di servizio in Italia nella pastorale giovanile e missionaria a ottobre 2014 viene inviato come missionario in Cambogia.

Padre Giovanni, ci parli del Natale in Cambogia.

La Cambogia è un paese del sud est asiatico con una popolazione di circa 15 milioni di abitanti! Il buddismo è la regione praticata dalla maggioranza. I cattolici sono circa 20 mila sparsi in tutto il paese! È una chiesa giovane, della prima ora! Questo quadro fa capire che il Natale qui è per la maggior parte un giorno come un altro… Si va a scuola, a lavoro, a calcetto, in palestra. Certo, si vedono addobbi in giro…alberi di Natale e decorazioni varie. È un modo per conformarsi alla moda! I cambogiani buddisti non sanno e non hanno idea del mistero che si nasconde dietro e dentro il Natale.

Come sta aiutando questo popolo perché si riconosca Gesù in quella Terra?

Io sono in Cambogia da sette anni, in una terra dove il nome di Gesù non è ancora risuonato, dove le comunità cristiane assomigliano a quelle dei primi secoli, dove non c’è ancora un linguaggio “teologico” che possa veicolare il Vangelo. In un contesto del genere l’unico modo per far conoscere Gesù è incarnarlo attraverso gesti concreti che siano “sacramenti” della sua presenza! Nella quotidianità, fatta di visita agli ammalati, sostegno ai poveri, ascolto dei giovani, celebrazione dei sacramenti. Ecco, in queste trame quotidiane cerco di spendere la mia vita perché il Vangelo accada, si faccia vivo, s’incarni.

Nel nostro mondo occidentale cosa abbiamo perduto del Natale cristiano. Cosa recuperare, difendere, promuovere?

Non so rispondere a questa domanda, tuttavia posso condividere ciò che, stando in questa terra, ho riscoperto del Natale! Ho riscoperto che la scelta del “più piccolo” è il criterio seguito da Dio per rivelarsi. Ho riscoperto che Dio parla a tutti e che non esclude nessuno dalla salvezza, dalla sua incarnazione! Ho riscoperto l’importanza di scoprire le tracce della presenza di Dio nella mia vita, la stella continua a comparire, a guidare i miei passi, è solo questione di alzare lo sguardo verso l’alto! Ho riscoperto che quel bambino svela qualcosa di me, svela la qualità del mio cuore. Tutto questo ho riscoperto stando in questa terra! Questo è un tesoro…una perla preziosa che ha il sapore del Vangelo…di quel Vangelo che s’ incarna!

Grazie, Padre Giovanni! Colpiscono i suoi puntini sospensivi che ci inducono a riflettere, a capire ciò che non è scritto, ad indagare nella nostra vita, a comprendere come anche noi possiamo recuperare il vero Natale che dovrebbe renderci più umili, a difendere questo magistrale Evento dell’Incarnazione di Dio che dovrebbe essere il nostro viatico quotidiano, a promuovere il Natale dal quale riattingere gli ingredienti essenziali  che ci aiutano ad essere nuovamente comunità di persone :amicizia, com-passione, empatia, abnegazione, condivisione, solidarietà, sussidiarietà.  Buon cammino per ciascuno di noi.

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