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L’intervista – Don Francesco Stanzione si racconta, il “Mattutino” come linfa vitale quotidiana

Nuovo appuntamento con "Medaglioni", la rubrica curata dal dott. Antonio Falcone, per ritrovare coordinate comuni condivise e da condividere

Incontriamo don Francesco Stanzione, l’autore degli ormai famosi “Mattutini” che ogni giorno da qualche tempo raggiungono circa quaratamila persone. Un tam-tam moderno degli antichi tamburi lignei usati per trasmettere segnali a distanza.

Nato a Bolzano il 17 luglio 1978, scout, arbitro di calcio, appassionato di politica. Dopo il liceo si laurea in Ingegneria Chimica. Decide di lasciare il lavoro come ricercatore in fluidi supercritici ed entra in Seminario nel 2005, prima a Nola e poi a Posillipo dai Gesuiti. Raggiunge il baccalaureato con una tesi su “Scienza e fede in Enrico Medi” nel 2011, quando diventa anche Diacono. Consegue la licenza in teologia della famiglia e del matrimonio alla Lateranense nel 2013. Il 19 settembre dello stesso anno diventa Sacerdote. Attualmente è Parroco a San Vitaliano ed insegnante di religione al Liceo Cantone di Pomigliano d’arco.

Si avvicina la Pasqua: cosa vuol dire a chi ci legge?

La Pasqua è il cuore della nostra fede. Pasqua significa che Dio non ci lascia mai soli in balia del buio, della sofferenza e della morte. Pasqua è l’amore che asciuga ogni lacrima di dolore, è la speranza che illumina ogni difficoltà.

Cosa pensa di questo tempo di pandemia?

È un tempo certamente difficile, doloroso, ma un tempo che può farci un grande servizio: aiutarci a riscoprire il bello che avevamo e che ora ci manca; l’essenziale che dobbiamo cercare; la necessaria costruzione di vere comunità di fratelli; la felicità che è sempre possibile.

Come nascono i suoi “buongiorno”?

Oramai sono più di 5 anni che li invio tutte le mattine. Li preparo la sera quando mi fermo a pensare la giornata appena vissuta. Nascono come risposta a qualche incontro avuto o a qualcosa vissuto in giornata. È quanto magari avrei voluto dire e non ho potuto.

Come sceglie gli autori delle frasi augurali?

Soprattutto deve colpire me. Non mi interessa tanto la biografia perché penso che si possa anche sbagliare nella vita, ma non per questo non si possa aver detto qualcosa di vero e di profondo. Poi penso che Dio è capace di spargere semi di verità ovunque.

Cosa vuole augurare ai nostri lettori?

“Tutto ciò che viene fatto in questo mondo è fatto dalla speranza” (Martin Lutero). Vi auguro di non permettere mai a niente e a nessuno di rubarvi la speranza. Dio ci ha fatti per vivere, sempre e felici!

Grazie, don Francesco, lapidario come i “Mattutini”, per colpire al cuore, per penetrare nel cuore delle persone, oggi più che mai desiderose di ascoltare una parola di bello e di buono che le aiuti a stare bene, a vivere bene con se stessi e con gli altri, soprattutto in questo difficile momento di pandemia che sta devastando corpo e spirito. C’è desiderio profondo di relazioni vere, di costruire comunità, per uscire dall’individualismo che ci isola e ci impoverisce e poter vivere quel personalismo che ci rende sempre più persone vere, uomini e donne che assaporano ogni giorno il gusto di vivere ore, giorni, mesi, anni, tra il tempo logico e sequenziale ed un “momento giusto o opportuno”, tra un tempo che scorre inesorabilmente, il Kronos, ed un istante che cambia la vita, il Kairos, un momento in cui qualcosa accade e nulla sarà più come era. La Pasqua è vicina. E’tempo di far risorgere la Speranza di un mondo migliore, abitato da uomini veri.

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