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L’ex sindaco di Sarno, Francesco Squillante, ha presentato ricorso al Tar contro lo scioglimento

Non ci sta l’ex sindaco di Sarno Francesco Squillante allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche ed ha dunque presentato ricorso al Tar del Lazio con la richiesta dell’annullamento del decreto del Presidente della Repubblica dell’8 giugno. Ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali la gestione del Comune è stata affidata ad una Commissione straordinaria per diciotto mesi.

Negli atti si parlava di “Forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità dell’amministrazione locale, nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

L’ex Sindaco aveva preannunciato tale mossa, respingendo con forza l’accostamento tra il Comune e la criminalità organizzata, Squillante ha sempre ricordato il lavoro svolto dalla sua giunta e dai cittadini: “Lo urlerò ovunque e sempre, aveva detto: Sarno oggi non è la camorra. Lo dimostrano i suoi cittadini, lo dimostrano le associazioni, lo dimostrano le tante iniziative portate avanti dall’amministrazione sul fronte della legalità e del recupero dei beni confiscati”.

“Difenderò in ogni sede l’onorabilità dell’amministrazione che ho guidato e il buon nome della città di Sarno”, aveva urlato dopo lo scioglimento.
Ora la parola passa ai giudici del Tar. Lo scioglimento aveva segnato la fine dell’amministrazione Squillante, eletto nel giugno del 2024 dopo la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa di Giuseppe Canfora.

Un percorso analogo è già stato intrapreso dall’ex sindaco di Pagani Raffaele De Prisco.

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