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In Campania arriva il «board» che cerca la cura nel Dna della malattia.

Non soltanto dove si trova un tumore o da quale organo abbia avuto origine, ma quali alterazioni genetiche ne alimentino la crescita e, soprattutto, se proprio dentro quella sorta di carta d’identità molecolare possa nascondersi un bersaglio contro il quale utilizzare una terapia. È su questo principio della medicina oncologica di precisione che la Regione Campania istituisce il Molecular Tumor Board regionale, inserendolo nella Rete Oncologica Campana e affidandogli il compito di affrontare i casi nei quali le possibilità terapeutiche disponibili richiedano una valutazione molto più approfondita delle caratteristiche biologiche della neoplasia.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta regionale con la delibera numero 465 del 3 settembre e dà attuazione sul territorio campano al decreto del ministero della Salute del 30 maggio 2023, con il quale sono stati definiti a livello nazionale criteri, modalità e procedure per i Molecular Tumor Board e per i centri specialistici autorizzati ad effettuare la profilazione genomica estesa attraverso le tecnologie NGS, Next Generation Sequencing.

Ma che cosa è, concretamente, un Molecular Tumor Board? È un gruppo multidisciplinare nel quale la scelta non viene affidata al singolo oncologo, ma alla valutazione congiunta di competenze differenti, chiamate a leggere e interpretare le informazioni molecolari del tumore e a stabilire se queste possano avere una reale ricaduta terapeutica. Il punto, infatti, non è semplicemente eseguire un test genetico sempre più sofisticato, ma capire quando sia appropriato farlo e, una volta ottenuto il risultato, distinguere le alterazioni che possono essere effettivamente utilizzate per orientare una cura da quelle che, allo stato delle conoscenze scientifiche, non offrono ancora una possibilità terapeutica concreta.

Il Board regionale avrà dunque il compito di valutare l’accesso dei pazienti alla profilazione genomica estesa, individuare i test biomolecolari necessari, interpretare il profilo genomico della neoplasia e arrivare infine a una raccomandazione terapeutica. Il campo più delicato riguarda soprattutto quei pazienti per i quali non siano disponibili alternative terapeutiche autorizzate e nei quali l’analisi molecolare possa indicare ulteriori possibilità di trattamento.

È qui che la medicina di precisione cambia la prospettiva tradizionale dell’oncologia: due tumori che nascono nello stesso organo possono infatti presentare caratteristiche molecolari differenti e rispondere in maniera diversa alle terapie, mentre neoplasie sviluppatesi in organi diversi possono condividere una stessa alterazione genetica potenzialmente aggredibile attraverso un determinato farmaco. La domanda, quindi, non diventa più soltanto «quale tumore ha questo paziente?», ma anche «quale meccanismo sta facendo crescere proprio questo tumore?».

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