Cronaca

Goletta Verde – Report 2016, ogni 54km di costa un punto inquinato

Legambiente ha presentato il bilancio di Goletta Verde 2016, la storica campagna estiva che per due mesi ha percorso tutta la costa italiana dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia. Un punto inquinato ogni 54 km di costa, questo è il quadro di una situazione che di anno in anno presenta conferme e pochi miglioramenti. La regione con più punti inquinati è la Campania (20), seguita da Calabria (18), Sicilia (17), Lazio (16) e Liguria (16). Se nell’edizione 2016 oltre la metà dei punti sono risultati inquinati, 1 su 5, soffre di ‘inquinamento cronico’, in quanto dal 2010 ad oggi è risultato fuori i limiti di legge per almeno 5 volte. Di questi il 94% corrisponde a foci di fiumi, torrenti, scarichi e canali. Tutte le regioni costiere hanno almeno un punto “malato cronico“, ma in alcune la situazione è particolarmente rilevante, con almeno 5 punti campionati che risultano inquinati ormai da anni (Marche, Liguria, Lazio, Campania e Calabria).

Su 265 campioni di acqua analizzati, il 52% è risultato con cariche batteriche elevate.  L’88% delle criticità è stata registrata in corrispondenza di foci di fiumi, fossi, canali o scarichi presenti lungo la costa. Più della metà di questi sono in prossimità di spiagge e stabilimenti e quindi frequentati da bagnanti, dove mancano i cartelli di divieto di balneazione, alla cui installazione dovrebbero provvedere i Comuni, cartelli assenti, secondo il report di Legambiente sono assenti, nel 74% dei casi.

Evidenziato, inoltre, l’inquinamento da rifiuti, che arrivano dai fiumi, dal mare e da terra e che accomunano tutti i 265 luoghi esaminati da Goletta Verde. Nonostante siano passati 11 anni dalle scadenze previste dalla direttiva europea sulla depurazione, l’Italia, infatti, è ancora in fortissimo ritardo. Circa il 25% della popolazione non è coperta da un adeguato servizio di depurazione e un terzo degli agglomerati urbani a livello nazionale è coinvolto da provvedimenti della Commissione europea. Sul nostro Paese pesano già due condanne e una terza procedura d’infrazione. Oltre i costi ambientali, ci sono inoltre quelli economici a carico della collettività: a partire dal 2016, il nostro Paese dovrà pagare 480 milioni di euro all’anno, fino al completamento degli interventi di adeguamento.

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