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Fiume Sarno, i sindaci in Regione: sul tavolo bonifica, allagamenti, tempi degli interventi e oltre 400 milioni di euro per la sicurezza del territorio 

Dalla riunione di fine agosto a Nocera Inferiore all’incontro che si è svolto ieri in Regione Campania, i sindaci dell’Agro Nocerino-Sarnese portano avanti la richiesta di un maggiore coinvolgimento dei Comuni nella programmazione degli interventi per la bonifica del fiume Sarno, una questione che interessa un territorio di oltre 300mila abitanti e che continua a presentare criticità sia sul fronte dell’inquinamento sia su quello del rischio idrogeologico.

Il confronto era stato sollecitato dalla Conferenza dei sindaci dell’Agro, coordinata dal primo cittadino di Corbara Pietro Pentangelo, che il 31 agosto aveva riunito le amministrazioni locali per definire una posizione comune, rivendicando un ruolo diretto nelle scelte riguardanti il risanamento del bacino idrografico. Alla richiesta si era aggiunta quella del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che aveva sollecitato l’apertura di un tavolo istituzionale con il presidente della Regione Roberto Fico.

Al centro delle questioni portate all’attenzione regionale il completamento delle reti fognarie e dei collettori, il contrasto agli scarichi abusivi, la depurazione delle acque e gli interventi necessari a ridurre il rischio di allagamenti, con particolare attenzione anche agli affluenti Solofrana e Cavaiola.

Il confronto arriva mentre è in corso la procedura di gara relativa al programma strategico da circa 407 milioni di euro destinato alla riqualificazione ambientale e alla sicurezza idraulica del bacino del Sarno. Durante l’incontro è stato illustrato il progetto ed è stato avviato un confronto sulle esigenze e sulle criticità dei territori. La sicurezza del bacino del Sarno rappresenta una priorità strategica per la Regione Campania. La tutela della cittadinanza dei 41 Comuni interessati richiede la disponibilità di ogni territorio a fare la propria parte, anche accogliendo infrastrutture idrauliche necessarie a proteggere le comunità a valle, superando i singoli confini amministrativi in una prospettiva di solidarietà territoriale. 

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