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Eccellenza – Mille incertezze ed ombre sulla ripartenza

Il massimo campionato regionale ancora imprigionato da pesanti incognite

L’unica certezza è che, per l’Eccellenza, di certezze non ce ne sono.

Nonostante la ripartenza del massimo campionato regionale venga ammantata a più riprese come ufficiale dagli organi di stampa, il dato di fatto è che il consiglio federale previsto per martedì 23 febbraio non ha speso una singola parola riguardo l’Eccellenza. Le speranze di ripresa, che passano dal riconoscimento degli organi preposti quale “categoria sportiva di interesse nazionale”, erano inscritte all’ordine del giorno; il punto specifico, come si è appurato ad incontro concluso, non è stato oggetto di discussione.

Gli scenari futuri

Questa è la certezza che proietta ombre consistenti sulla possibilità di calcare i campi di gioco, in una partita burocratica che coinvolge Governo, FIGC e CONI. Il Comitato Olimpico Nazionale precisa che, citando il DPCM vigente, il “preminente interesse nazionale” lo rafiticano le singole Federazioni sportive. La FIGC, dal canto suo, ha chiarito che la posizione ufficiale è di attesa, in ossequio al via libera che solo il Governo, dopo studio di fattibilità con il Comitato Tecnico-Scientifico, può concedere.

Una rete di responsabilità complicata da districare, che crea un gioco di rimbalzo congeniale a nascondere ed estraniare le responsabilità dei singoli organi. Il prossimo consiglio federale, la cui data è incerta ma dovrebbe essere calendarizzato per i primi di marzo, dovrebbe impostare le modalità definitive della ripartenza, sempre e comunque subordinate al beneplacito del governo.

In sintesi: molto rumore per nulla. Al giorno d’oggi alle squadre è vietato anche svolgere allenamenti di gruppo, figurarsi se da qui ad un paio di settimane c’è la reale possibilità di tornare a scendere in campo. L’unica certezza è che l’iter è ancora lungo e dagli esiti incerti. Il calcio di Eccellenza, vittima di carenze logistiche e condizioni economiche precarie, potrebbe trasformarsi in un pericoloso veicolo di contagio in una fase sanitaria segnata da curve di positività in ascesa.

Mentre nelle stanze di palazzo si lavora a definire, sul piano lavorativo e previdenziale, il disciplinamento della figura del lavoratore sportivo, l’intero movimento regionale è chiamato ad una solida presa di coscienza, per orientarsi tra le insicurezze di una delle fasi pandemiche più delicate.

Giandomenico Piccolo

Redattore, conduttore del Telegiornale e di Videonola Sport.

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