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Cuore bruciato: il piccolo Domenico non può avere un nuovo trapianto, la decisione dell’Heart Team

Il nuovo cuore era arrivato. La disponibilità era stata confermata nella serata di ieri. Poi, dopo ore di consulto al letto del bambino, la decisione: le condizioni cliniche non sono compatibili con un nuovo trapianto.

È quanto comunica l’Azienda Ospedaliera dei Colli al termine della riunione collegiale che si è svolta oggi, mercoledì 18 febbraio, all’Ospedale Monaldi di Napoli.

Il confronto è iniziato poco dopo mezzogiorno e ha riunito un Heart Team composto da specialisti provenienti dai principali centri italiani di cardiochirurgia pediatrica. L’obiettivo era chiaro: valutare in modo condiviso e definitivo se Tommaso, due anni e tre mesi, potesse affrontare un nuovo intervento di trapianto. La risposta, al termine della valutazione clinica diretta e dell’analisi degli ultimi esami strumentali, è stata negativa.

Nel gruppo di esperti erano presenti i referenti di quattro strutture nazionali: l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio, l’Azienda Ospedaliera Università di Padova con il professor Giuseppe Toscano, l’ASST Papa Giovanni XXIII con il dottor Amedeo Terzi e l’Ospedale Regina Margherita con il professor Carlo Pace Napoleone. Il pool è stato organizzato anche con il supporto delle professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon.

Nella nota ufficiale l’Azienda Ospedaliera dei Colli sottolinea che il consulto ha consentito «una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile» e che la direzione strategica ha provveduto a informare il Centro Nazionale Trapianti. È stata inoltre espressa «la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile».

La decisione arriva al termine di settimane segnate da valutazioni divergenti e da una complessa ricostruzione clinica successiva al primo trapianto eseguito il 23 dicembre. Nelle ultime ore si era aperto uno spiraglio concreto con l’individuazione di un nuovo organo compatibile. Il consulto nazionale ha però stabilito che il quadro clinico attuale del bambino non consente di procedere.

Resta ora da capire quali ulteriori trattamenti terapeutici possano essere valutati in alternativa al trapianto. Il confronto tra i centri non si chiude con la decisione odierna, ma si sposta sul terreno delle opzioni di supporto possibili.

Intanto la famiglia continua a vivere nell’attesa. La medicina ha espresso la sua valutazione collegiale. Il tempo, per Domenico, resta la variabile più fragile.

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