Costiera e Monti Lattari in fiamme fino alla penisola sorrentina roghi attivi anche oggi, per i sindaci “c’è la mano dell’uomo”
La mano dell’uomo dietro gli incendi che stanno devastando la Costiera e i Monti Lattari è ormai l’ipotesi indicata apertamente dagli amministratori dei territori colpiti, mentre dopo oltre ventiquattro ore di emergenza la battaglia contro le fiamme è proseguita per tutta la giornata su più fronti, con Canadair ed elicotteri impegnati dall’alba e decine di uomini a terra nel tentativo di contenere un fuoco che il forte vento ha continuato ad alimentare.
Ad Agerola, dove durante la notte si erano vissute le ore più difficili, le fiamme risalite dal versante amalfitano hanno raggiunto San Lazzaro arrivando a lambire alcune abitazioni, tanto da rendere necessario l’allontanamento temporaneo dei residenti maggiormente esposti al pericolo. Una struttura ricettiva era stata già evacuata in via precauzionale, mentre sul territorio è rimasto operativo il Posto di Comando Avanzato istituito dai Vigili del Fuoco.
Dalle prime ore del mattino la risposta è arrivata anche dal cielo. Sul fronte di Vico Equense è entrato in azione un Canadair della flotta nazionale insieme all’elicottero regionale L1, mentre ad Agerola è stato utilizzato prima l’elicottero regionale L6 e successivamente un altro Canadair proveniente da Lamezia Terme. Oltre sessanta i volontari della Protezione civile regionale inviati già durante la notte, affiancati dalle squadre specializzate dell’antincendio boschivo e dagli operatori impegnati senza interruzione sui versanti più difficili da raggiungere.
Due i fronti che hanno tenuto in apprensione il territorio per l’intera giornata: quello sviluppatosi da Vettica di Amalfi verso Tovere e poi risalito fino ad Agerola e quello di Tordigliano, tra Vico Equense e Positano, dove le fiamme hanno continuato ad avanzare verso Monte Comune e Capo d’Acqua. Proprio quest’ultimo incendio ha reso necessaria la chiusura in entrambe le direzioni di un tratto della Statale 163 Amalfitana, tra i territori di Piano di Sorrento e Vico Equense, perché il fuoco aveva raggiunto il versante immediatamente a ridosso della carreggiata.
A rendere ancora più complicato il lavoro di Vigili del Fuoco e Protezione civile sono state le forti raffiche di vento, che hanno alimentato i focolai e limitato in alcuni momenti anche l’azione dei mezzi aerei. Non risultano feriti né abitazioni danneggiate, mentre il fuoco ha già colpito giardini, terrazzamenti agricoli e vaste porzioni di vegetazione, lasciando aperto anche il problema della stabilità futura dei versanti.
Ed è proprio mentre si comincia a guardare alle conseguenze di questa devastazione che dagli amministratori arriva una denuncia molto netta. «È stata un’azione criminale. Qualcuno ha acceso quel fuoco», ha dichiarato il vicesindaco di Agerola Luca Mascolo, sottolineando il rischio corso dalle persone e da un territorio già estremamente fragile. Il sindaco di Amalfi Daniele Milano, dopo aver raccontato di non aver mai assistito in undici anni a qualcosa di simile, ha escluso che possa trattarsi di un incendio naturale, mentre la sindaca di Positano Gabriella Guida ha indicato esplicitamente l’ipotesi della natura dolosa.
Una valutazione che dovrà adesso trovare riscontro negli accertamenti sulle cause dei roghi, mentre resta pesante anche l’allarme per ciò che accadrà dopo lo spegnimento: alberi secolari e vegetazione sono stati distrutti e proprio da Positano arriva il timore che la montagna, privata della sua protezione naturale, possa presentare nei prossimi mesi un rischio ancora maggiore di dissesto idrogeologico.
Dopo una notte trascorsa con le fiamme a pochi metri dalle case e una giornata combattuta da terra e dal cielo, dunque, l’emergenza sui Monti Lattari non può ancora considerarsi definitivamente chiusa, mentre alla conta dei danni si aggiunge adesso una domanda destinata a pesare ancora di più: capire chi abbia appiccato quei roghi e perché.