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Clan Graziano, Fiore fermato: tentava di ricostruire il potere della cosca

Un ritorno sulla scena criminale che, secondo l’Antimafia, avrebbe avuto un obiettivo preciso: ricostruire il potere del clan Graziano e riprendere il controllo delle attività economiche nel Vallo di Lauro, attraverso le estorsioni alle imprese impegnate nei cantieri pubblici. È questa l’ipotesi investigativa che ha portato al fermo di Fiore Graziano, 52 anni, esponente della storica famiglia camorristica di Quindici, raggiunto all’alba del 2 ottobre dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino insieme ad altre tre persone.

L’operazione, coordinata dal pubblico ministero antimafia Henry John Woodcock, è il risultato di un’indagine condotta tra febbraio e settembre di quest’anno, che avrebbe documentato cinque episodi estorsivi, tre tentati e due consumati. Nel mirino sarebbero finite soprattutto le imprese impegnate negli interventi pubblici, tra cui una ditta coinvolta nei lavori di messa in sicurezza idrogeologica a Pago Vallo Lauro, per un appalto di circa 520mila euro. La richiesta estorsiva sarebbe stata pari al cinque per cento dell’importo dei lavori.

Un sistema che, secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato anche intermediari per raggiungere gli imprenditori e imporre il pagamento delle tangenti. Durante le indagini i militari avrebbero documentato persino la consegna a Graziano di una busta contenente denaro, accompagnata da una bottiglia di champagne.

Per Fiore Graziano si tratta dell’ennesimo incontro con la giustizia. Scarcerato nell’ottobre del 2025, dopo aver scontato una condanna a sette anni e otto mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso, era già finito al centro dell’operazione del 2019 contro il cosiddetto Nuovo Clan Graziano. Un’inchiesta che aveva riportato alla luce anche il rischio di una ripresa della storica faida con la famiglia Cava. Gli investigatori avevano ricostruito un presunto progetto di attentato contro alcuni componenti della cosca rivale, rinvenendo nelle campagne di Quindici un manichino femminile utilizzato, secondo l’accusa, per esercitazioni con armi da fuoco.

Proprio il successivo processo sul presunto Nuovo Clan Graziano si era però concluso, nel dicembre scorso, con l’assoluzione di Fiore Graziano e degli altri imputati dall’accusa di associazione camorristica.

Adesso una nuova indagine riporta il suo nome al centro delle cronache giudiziarie. Con lui sono stati fermati due giovani incensurati e un imprenditore dell’hinterland avellinese, mentre sarà il giudice per le indagini preliminari a pronunciarsi sulla convalida dei fermi. La nuova contestazione associativa riguarda due dei quattro indagati.

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