Circumvesuviana, Appello dei Comitati a Fico: “cambio dei vertici e investimenti”

“La Circumvesuviana si conferma ancora una volta la peggiore ferrovia d’Italia”. Il triste primato è stato evidenziato nel rapporto Pendolaria che certifica tutte le criticità denunciate da anni”, ribadiscono con forza i comitati dei pendolari napoletani, parlando di una situazione peggiorata negli ultimi dieci anni.
La Circumvesuviana resta il simbolo del trasporto pubblico in crisi. Nel mirino anche le responsabilità istituzionali.
Le linee peggiori d’Italia individuate nel rapporto di Legambiente redatto in collaborazione con i comitati dei pendolari, raccontano di un sistema intrappolato tra rinvii e promesse non mantenute. In Campania per la Circumvesuviana sono 13 milioni di passeggeri persi in dieci anni, convogli senza climatizzazione, stazioni senza presenza di vigilanza e orario a volte “provvisori”.
Sempre in Campania, sulla Salerno–Avellino–Benevento la riapertura della stazione di Avellino è stata rimandata a giugno 2027. Il rapporto annuale di Legambiente, è la fotografia di una Campania in cui il trasporto pubblico arretra e le priorità infrastrutturali restano sbilanciate. Napoli è tra i casi più evidenti, con linee urbane e suburbane in difficoltà e risorse sottratte a opere strategiche per la mobilità metropolitana. La legge di Bilancio 2026, infatti, riduce i fondi per il collegamento tra la stazione Alta Velocità di Afragola e la metropolitana di Napoli.
Per il prossimo anno le risorse scendono da 30 a 15 milioni di euro, colpendo un’infrastruttura pensata per integrare alta velocità e trasporto urbano. Secondo Pendolaria, il Fondo nazionale trasporti nel 2026 vale il 38% in meno rispetto al 2009, considerando l’inflazione. Nel 2024 hanno inoltre circolato 185 treni regionali in meno rispetto al 2023, per le dismissioni dei convogli più vecchi non compensate da nuovi acquisti.



