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Cimitile-Nola, La Pro Loco “recupera” la Quaravesema: coinvolgimento e valore della tradizione locale

CIMITILE – Un importante lavoro realizzato in collaborazione tra la Pro Loco Cimitile “Città delle Basiliche Paleocristiane” e La Pro Loco Nola Città d’Arte, con obiettivo di valorizzare, e recuperare, tradizioni popolari che sono parte integrante dell’identità del territorio.

Questa la cornice che ha accompagna l’operato delle associazioni intorno alla figura del pupazzo della Quaravesema (anche detta Quaresima o Quarantana), fantoccio di donna vestita di nero -“Secondo la credenza popolare – il racconto delle associazioni Pro Loco –  la Quaravesema è vestita di nero perché in lutto per la morte di suo marito, il grasso Carnevale. Infatti, fino a qualche anno fa la tradizione della Quaravesema era preceduta dalla rappresentazione della “Morte di Carnevale”, un corteo funebre nel quale un uomo grasso veniva operato in extremis, ma non sopravviveva alla sua grande abbuffata. Infatti, dalla sua pancia venivano estratte salsicce, polpette, dolci e cibi di ogni genere prima di esalare l’ultimo respiro”.

Un percorso di conoscenza e condivisione fondato sulle radici territoriali che trova nella scuola uno dei soggetti di collaborazione, a fine di rivitalizzare una tradizione altrimenti destinata a scomparire, portandola a conoscenza diretta dei più piccoli. Insieme all’evento aggregativo, con il giro per le strade di Cimitile del fantoccio, è stato elemento cardine del progetto l’istituzione di laboratori didattici per la costruzione dello stesso, così come accaduto all’Istituto Comprensivo “Guadagni – Mercogliano” di Cimitile.

“Il nostro lavoro punta alla rivitalizzazione del rito, alla valorizzazione e alla documentazione. Così l’idea è stata quella di iniziare lavorando con i bambini della scuola primaria e secondaria per far conoscere alle nuove generazioni il rito della Quarantana epurato dalle superfetazioni incorse negli anni, cercando di riproporlo in una maniera più libera dalle ultime evoluzioni. Una Quarantana con materiale povero, di riciclo. Sacchi, paglia, e stoffe scure. Questo evento, trova conclusione con l’esposizione per le vie cittadine delle Quaraveseme, con il coinvolgimento della comunità intera, riunita intorno ad uno dei tasselli della propria tradizione rurale”.

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