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Cimitile – Comunità in marcia nel giorno del Santo

CIMITILE – Un fervore che resta vivo nel tempo e che si manifesta nell’euforia collettiva di una comunità che si ritrova, stretta, nel nome del Santo Patrono. Un percorso nella fede da vivere con passione, con spirito di fratellanza, e che anticipa il giorno della Festa già nelle tappe con cui i cimitilesi si apprestano al giorno clou delle celebrazioni dedicate a San Felice in Pincis, a partire dal principio del novenario, passando per la vigilia, con le mani che si stringono ed il canto a fare da cornice alla tomba del Santo.

Una tradizione nella tradizione quella che cresciuta negli anni e che si configura oggi come il coro più grande del mondo, nato con la direzione dell’associazione cimitilesi cittadini del mondo, e che ogni anno raccoglie, nel cuore pulsante della fede locale, la devozione,  a riscoperta della propria storia, anima pulsante del coro dedicato a San Felice, all’uomo ed al santo, all’esempio e ad i valori fondamentali che fanno di una comunità una piccola società giusta.

E diventa una due giorni di grande intensità con lo sviluppo delle celebrazioni che trovano apice nel giorno dedicato a San Felice, a partire dal messaggio di fede nella Santa Messa, quest’anno presieduta da Mons. Francesco Marino. Nelle parole del Vescovo di Nola la memoria degli antenati, la cura del corpo dei santi come occasione per avvicinarsi ad essi, i valori della speranza di gloria ed immortalità contenuti nel vangelo e che ancora oggi sono testimonianza trainante della fede.

E poi via per le strade cittadine, nell’incontro tra San Felice e la comunità, per una grande festa corale, scandita, come tradizione vuole, dall’inno al Santo intonato dai giovanissimi studenti delle scuole elementari del territorio; un confronto multi generazionale, peso specifico e valore assoluto importante per una Festa che fa dell’incontro, senza distinzioni di anagrafe e con il coinvolgimento totale, la sua ragion d’essere.

E qui il valore della fede come collante, sintetizzabile in una comunità intera che si ritrova dopo il percorso cittadino nella casa del Signore, ancora una volta, per ascoltare l’inno al suo Santo. Nel canto, lo strumento per ridurre le distanze, per stringersi ancora, per omaggiare il simbolo della propria fede, della propria identità.

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