Cronaca

Cicciano – In otto sfiduciano il sindaco Arvonio

Presentata la mozione di sfiducia verso il sindaco Raffaele Arvonio. Ed è sottoscritta da cinque consiglieri eletti nei gruppi di minoranza e tre eletti nella formazione maggioritaria   di “Paese futuro”. Otto firmatari, che pareggiano la componente di sostegno e consenso al “primo cittadino”. In posizione di equidistanza, che è di sostanziale attenzione ed osservazione sull’evolversi della situazione, si colloca Lucio Amato, eletto nelle file della minoranza, dalle cui posizioni politiche si è dissociato già nel 2014, un anno dopo la tornata che conferì la conferma del mandato di sindaco a Raffaele Arvonio, dopo la pausa di commissariamento prefettizio, con cui s’era conclusa in modo traumatico l’esercizio del primo mandato elettorale per la guida dell’amministrazione della città.

E’ lo scenario, che assegna ad Amato un ruolo delicato e di alta responsabilità sul versante della conta numerica, a conclusione della discussione sui contenuti della mozione di sfiducia, che sarà all’ordine del giorno nella seduta, che sarà convocata dalla Conferenza dei capi-gruppo, indetta per domani. Ma non si dovrebbe andare oltre il 22 dicembre. E’, quello di Amato, il ruolo dell’ago della bilancia negli equilibri, che si sono venuti configurando, in ordine alle posizioni, con cui l’assemblea del Palazzo di città è spaccata in due schieramenti che appaiono coesi e decisi a far valere le loro ragioni, allo stato dei fatti inconciliabili. E’ il dato che da solo fa risaltare come la tenuta del ciclo amministrativo- ad un anno e mezzo dalla scadenza normale- dipenda in larga misura dalle decisioni che Amato assumerà. E su questo piano il suo atteggiamento è chiaro e lineare, avendo come riferimento la valutazione politica che farà sulle ragioni, che sono alla base del documento di sfiducia e su quelle della richiesta di rinnovata fiducia per la continuità amministrativa, che sarà fatta dal sindaco Arvonio. Una valutazione- c’è da rilevare- che non può essere scissa dal dato, con cui l’attuale crisi, segue- nel giro di circa quindici anni-  tre crisi senza ritorno, che hanno generato altrettanti commissariamenti prefettizi, con tutte le conseguenze derivate, in termini economici e attività amministrativa ridotta ai minimi termini.

 

La mozione di sfiducia segna l’apice di uno stato di fibrillazione e di malessere, maturato all’interno della maggioranza; stato determinato un mese fa dalle revoche dagli incarichi assessorili per Pizza e Ardolino, in funzione delle scelte con cui Arvonio aveva ri-disegnato la Giunta; revoche, che a settembre erano state precedute dalle dimissioni di Nicola Dell’Anno dall’incarico di delegato al bilancio. “La mozione di sfiducia– ha dichiarato Arvonio– era nell’aria, non giunge a sorpresa. Sarà analizzata e discussa in Consiglio comunale con franchezza e senza riserve mentali. L’azione che la maggioranza punta a svolgere e concentrata sull’attuazione del programma elettorale, per il quale la cittadinanza ha conferito allo schieramento di “Paese futuro” la responsabilità di amministrare Cicciano. Un impegno, che la maggioranza sta onorando”.  

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