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Castellammare di Stabia: prefetto nomina commissione di accesso al comune

Castellammare di Stabia torna sotto la lente dello Stato. Su delega del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha disposto l’istituzione di una commissione d’accesso presso il Comune con il compito di verificare l’eventuale presenza di tentativi di infiltrazione o collegamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa. L’accesso avrà una durata iniziale di tre mesi e potrà essere prorogato una sola volta per ulteriori tre.

Il provvedimento arriva al termine di una fase investigativa complessa condotta dalla Direzione distrettuale antimafia, che negli ultimi mesi ha coinvolto familiari di due consiglieri comunali e ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del consigliere Gennaro Oscurato per l’ipotesi di concorso esterno in associazione camorristica. Un quadro che ha indotto il Viminale ad attivare lo strumento previsto dalla normativa antimafia per una verifica approfondita sull’ente.

Proprio Oscurato, odontotecnico, è stato ascoltato nei giorni scorsi dal pubblico ministero Giuseppe Cimmarotta. Nel corso dell’interrogatorio, assistito dal legale Mariano Morelli, ha respinto ogni addebito, fornendo la propria versione anche sulle intercettazioni telefoniche che lo vedono in contatto con il cassiere del clan D’Alessandro, circostanza che l’indagato ha ricondotto esclusivamente alla sua attività professionale. Le indagini, tuttavia, tengono conto anche di legami familiari con figure di rilievo dello stesso clan, emersi solo di recente e ritenuti dagli inquirenti un elemento da approfondire.

Alla guida del Comune c’è dal 2024 Luigi Vicinanza, espressione di una coalizione di centrosinistra, sostenuto dal Partito Democratico e vicino all’area di Sandro Ruotolo, che ha lasciato il Consiglio comunale a fine dicembre dopo una rottura politica con il sindaco. Vicinanza, giornalista ed ex direttore del Mav di Ercolano, ha fatto sapere di accogliere l’arrivo della commissione con serenità istituzionale, ribadendo la disponibilità dell’amministrazione a collaborare e la convinzione di aver operato nel solco della legalità e della trasparenza.

Il contesto pesa. Castellammare di Stabia era tornata al voto nel 2024 dopo un biennio di commissariamento disposto a seguito dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. A distanza di pochi anni, l’attivazione di una nuova verifica prefettizia riporta alla memoria una ferita ancora aperta nella città, dove il rapporto tra politica, amministrazione e criminalità organizzata resta un nodo sensibile.

Ora sarà la commissione nominata dalla Prefettura a esaminare atti, procedure e dinamiche interne all’ente. Al termine dei lavori, il prefetto trasmetterà una relazione al ministero dell’Interno, che potrà decidere se archiviare l’accesso o adottare ulteriori misure. PVicinanza, come detto, si mostra «sereno» per sua stessa ammissione. «Accogliamo la decisione del prefetto di Napoli, Michele di Bari, con assoluta serenità e con il massimo senso delle istituzioni. Siamo pienamente tranquilli rispetto all’operato dell’amministrazione comunale – fa sapere il sindaco con una nota – che ha sempre agito nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’interesse pubblico. Riteniamo che ogni iniziativa volta a garantire ulteriormente questi principi fondamentali possa solo contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a rendere ancora più efficace, credibile e serena l’azione amministrativa, a beneficio dell’intera comunità di Castellammare di Stabia».
«Come ho ribadito anche nel mio recente intervento in consiglio comunale – spiega il primo cittadino – Castellammare di Stabia è stanca della camorra. Questo è il momento di costruire un’alleanza vera per la legalità e per la buona amministrazione. Ben vengano le verifiche della Prefettura, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine e ogni iniziativa utile a fare piena chiarezza».

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