Politica

Casamarciano – L’Opposizione sale “sull’Aventino”

Non tira affatto buon’aria nell’assemblea comunale a Casamarciano, nonostante la percezione dei primi tepori primaverili di questi giorni. C’è l’eclatante presa di posizione assunta dalla rappresentanza della minoranza, che ne dà l’eloquente testimonianza, con il formale e pubblico annuncio di rinuncia a far parte del civico consesso. Un atto ch’è stato notificato alla prefettura di Napoli e che costituisce l’elemento di rottura aperta e dichiarata tra maggioranza e minoranza, andando oltre gli ambiti della dialettica, ch’è fisiologica in tutte le assemblee degli Enti locali.

Una scelta insolita e d’oltre misura, che il documento diffuso dalla minoranza ”Salita sull’Aventino” presenta con una serie di argomenti e di enunciazioni che comprovano quello ch’è giudicata l’inadeguata ed impropria gestione amministrativa, di cui è attribuita la piena ed esclusiva responsabilità alla maggioranza chiusa e arroccata in se stessa.

Il documento denuncia, in generale, l’assenza dell’agibilità politica in assemblea; agibilità, che la minoranza ha costantemente rivendicato, dando la propria disponibilità, superare i muri delle incomprensioni e i pregiudizi. Ma inutilmente. Entrando nel vivo della “presa di posizione” si pone l’accento sul controverso capitolo delle indennità’ di carica a favore del sindaco e del vice-sindaco, per alcune variazioni in aumento di qualche centinaia di euro. E viene rinnovata l’accusa delle condizioni svantaggiose e sfavorevoli per l’amministrazioni comunale, in ordine all’accordo raggiunto con la società che gestisce le attiva estrattive nelle cave ricadenti nel territorio comunale.

Un accordo – secondo il documento – per i quale gli interessi della comunità sarebbero stati disattesi e svenduti. Altro capitolo d’accusa è quello del Piano per gli insediamenti produttivi, per il quale non si sarebbe proceduto con congruità d’interventi e d’iniziativa. E poi si fanno le pulci ad alcuni pubblici appalti. E, per concludere nel documento si tocca il contrasto privato e politico, che investe il sindaco Andrea Manzi e il capo-gruppo dell’opposizione, il dottor Luigi Napolitano. Un contrasto, per il quale Napolitano ha proposto atto di querela aggravata nei confronti del “primo cittadino”. Sono stracci che volano e che non fanno bene alla piccola comunità locale. Ma tant’é.

Due elementi da segnalare in tutto ciò. Il primo: la minoranza-opposizione definitivamente “salita sull’Aventino” resterà fuori dall’Istituzione-Comune, non più “Casa di tutti”, ma proseguirà la propria azione politica tra i cittadini. Il secondo elemento attesta che il sindaco Manzi, designato dall’Anci, è stato eletto due settimane fa presidente il Distretto dell’Ato-rifiuti dell’area nolano-vesuviana e torrese-sorrentina, e si rapporta all’area del centro-sinistra e del Partito democratico; Luigi Napolitano di recente ha aderito al Movimento Articolo 1 Democratici e Progressisti. Se ancora hanno senso e significati i perimetri delle appartenenze partitiche e politiche, i due citati sono elementi che potrebbero dare un contributo di maggiore comprensione su ciò che accade a Casamarciano.

 

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