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Casamarciano – Acquisto Castello Mercogliano: finanziamento e giudizio da superare

La volontà è di carattere politico ed ha incontrato il favore dell’assemblea cittadina di Casamarciano da cui è arrivato il via libera relativo alla possibile acquisizione al patrimonio dell’Ente dell’intero complesso badiale Santa Maria del Plesco. Volontà che si rinnova, quella che trova precedenti anche nel più recente passato, quando due degli eredi manifestarono la possibilità di cedere al Comune in qualità di donazione la quota di proprietà pari al 77,7% del bene immobile, unitamente alla parte antistante al Sacrato. In cambio, oltre agli oneri a carico dell’Ente, fu prevista nella circostanza una promessa, relativa alla creazione di una Fondazione dedicata a Giovanni Mercogliano.

Un’ipotesi che si prolunga nel tempo, quella dell’amministrazione di provare a far proprio il bene, da anni oggetto di un percorso di tentata valorizzazione, anche in qualità di elemento centrale del Festival del Teatro di Casamarciano. E qualcosa si muove, passo in avanti dell’Ente: il richiamo è alla sentenza del 2017 della I Sezione Civile del Tribunale di Nola con la quale viene fissata la divisione dell’eredità della famiglia Mercogliano, detentrice oltre dell’omonimo Castello, di beni immobili in territorio napoletano e nella stessa area nolana.
E qui la faccenda si complica. Da un lato le scelte fatte dall’attuale amministrazione in carica, che ha confermato la volontà di far proprio l’importante sito territoriale, facendo riferimento proprio alla sentenza per la quale i proprietari dell’immobile sarebbero soltanto due, con conguagli in denaro ed altre proprietà per gli altri eredi. Ed il Comune interviene nel momento in cui, nel vincolo del prezioso bene, ha il diritto di prelazione. Volontà di acquisire la proprietà anche in funzione della possibilità di attirare risorse per la valorizzazione di cui la struttura non avrebbe potuto godere in quanto appartenente a privati. Il tutto in un progetto complessivo dal valore 3mln 700mila euro, di cui oltre 700 relativi ad alienzazioni di beni comunali, 600 da acquisire attraverso fondi regionali, 2mln 400mila con mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti. Chiare le intenzioni dell’amministrazione Manzi, doppio il vincolo apparso nelle ultime settimane, il primo di carattere economico

afferente alla concessione del prestito, il secondo rispetto all’intervento dei legali della Famiglia Tagliaferro, tra gli eredi Mercogliano, rispetto al giudizio ancora pendente innanzi alla Corte d’Appello di Napoli. Gli stessi, di fatto mai contattati, non sarebbero intenzionati a vendere. Ed anche su costi e stato di salute della
struttura c’è chi avanza perplessità

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