Carceri Campania Sappe: situazione insostenibile manifestazione di protesta il 3 ottobre a Napoli
Appuntamento al 3 ottobre, davanti agli uffici del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, per affidare ad una protesta di piazza l’ennesima richiesta di interventi seri e concreti finora mai realizzati. La situazione nei penitenziari regionali affolla quotidianamente le pagine di cronaca Disordini, atti vandalici, aggressioni denunciate più volte dai sindacati di categoria rimasti però lettera morta.
E il week end appena trascorso ne è l’ennesima dimostrazione con episodi denunciati da Napoli, passando per Salerno e Avellino. Proprio nel capoluogo irpino, l’episodio più grave, che ha visto protagonista un detenuto magrebino, armato di un coltello. Ha cercato di aggredire prima un agente e poi si è scagliato contro un recluso italiano, cavandogli un occhio un occhio con l’arma. Di qui l’intervento di un altro poliziotto che ha cercato di disarmare il maghrebino togliendogli il coltello e salvandolo poco dopo da circa 50 detenuti italiani che volevano aggredirlo.
Al carcere di Salerno, invece, un detenuto straniero, con problemi psichiatrici, ha cercato di aggredire tre agenti che lo stavano portando in infermeria per una visita. Uno dei tre è stato colpito con una testata al volto, gli altri due sono stati presi a calci. E nel carcere minorile di Nisida, invece, una madre ha cercato di introdurre tre microcellulari nel penitenziario durante l’orario di colloquio. Poi durante le ispezioni è stato trovato un altro cellulare nascosto in un materasso e due schede sim in un accappatoio.
Una bomba ad orologeria denunciata più volte da Tiziana Guacci segretario regionale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria.
