Campania: report Libera su corruzione, primato della regione con 210 politici sotto inchiesta
L’ultima notizia arriva da Castel Volturno con il sindaco della città Pasquale Marrandino indagato per presunte mazzette in cambio dell’assegnazione di incarichi professionali dell’ente pubblico. Una notizia che va ad incrementare i numeri del d ossier ‘Corruzione, Italia sotto mazzetta’ che l’associazione Libera ha stilato e che descrive la Campania come prima regione con più inchieste e indagati per corruzione nel 2025.
Una classifica che in generale vede primeggiare il Sud con 48 inchieste aperte e la Campania è la regione italiana in cui si pagano più tangenti. Sono 219, e anche il maggior numero di politici indagati per lo stesso reato (13); segue la Calabria con 141 persone indagate e la Puglia con 110 persone indagate. La Liguria con 82 persone indagate prima regione del Nord Italia seguita dal Piemonte con 80 indagati. L’abitudine a pagare tangenti riguarda anche le richieste più disparate: ad esempio ottenere un falso certificato di morte dall’anagrafe comunale, oppure la cittadinanza italiana basata sullo jure sanguinis. Tutto questo che cammina di pari passo con le tangenti tradizionali ovvero l ‘aggiudicazione di appalti nella sanità, per la gestione dei rifiuti piuttosto che per la realizzazione di opere pubbliche, la concessione di licenze edilizie, l’affidamento dei servizi di refezione scolastica. E ancora, scambi di favori per concorsi truccati in ambito universitario.
Sono ben 53 i politici indagati (sindaci, consiglieri regionali, comunali, assessori) pari al 5,5% del totale delle persone indagate. Di questi 24 sono sindaci, quasi la metà. Il maggior numero di politici indagati – come scritto – riguarda la Campania e Puglia con 13 politici, seguita da Sicilia con 8 e Lombardia con 6. Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera, sostiene che la questione va al di là delle responsabilità individuali. «I dati che presentiamo ci parlano con chiarezza: la corruzione in Italia non è affatto un’anomalia, bensì un sistema che si manifesta in mille forme diverse, adattandosi ai contesti, riflettendo l’impiego di tecniche sempre più sofisticate. Da quelle più “classiche” (la mazzetta, l’appalto truccato, il concorso pilotato) fino a quelle ormai pressoché legalizzate, frutto di una vera e propria cattura dello Stato da parte di un’élite impunita: leggi e regole scritte su misura per i potenti di turno, conflitti di interesse tollerati, relazioni opache tra decisori pubblici e portatori di soverchianti interessi privati. Sono all’opera meccanismi che, se non svelati e contrastati, rischiano di consolidare un sistema di potere sempre più irresponsabile».